Nardò, assembramenti diffusi, mascherine zero, contagi in allarmante aumento: appello (con critiche) al Sindaco

732
Rino Giuri

Lo scenario offerto dai comportamenti dell’amministrazione comunale neritina e di tanti cittadini di Nardò è senza ombra di dubbio desolante e inquietante. Nonostante le notizie relative al numero poco rassicurante dei contagi, continuano a notarsi, nelle immediate vicinanze di bar e in ogni angolo della città, tizi senza mascherina pressoché addossati l’uno all’altro, che violano irresponsabilmente le norme emanate per contrastare il diffondersi del covid19. In tale contesto, non si riesce ad avvertire la presenza attiva delle varie istituzioni deputate al controllo e alla repressione di tali illeciti comportamenti.

Il Sindaco di Nardò, che pure avrebbe il dovere di esercitare appieno le funzioni di massima autorità cittadina, è applicato invece a curare ininterrottamente la sua campagna elettorale e appare distratto dai selfie e dalla promozione di pacchianate varie (orrenda e dozzinale l’illuminazione prenatalizia di Piazza Salandra). E ancora, dal Comune nessuna comunicazione circa il preoccupante aumento dei cittadini contagiati (da 40 a 80 persone positive in una sola settimana) e sulle possibili cause che l’hanno determinato. Didattica a distanza quasi completamente impedita da connessioni internet assolutamente inadeguate. Un Sindaco che, dai suoi amici in Regione non ha mai preteso – né ottenuto, ovviamente – quegli interventi in favore del presidio Sambiasi, previsti e dovuti per aumentare e migliorare l’offerta sanitaria di prossimità ai cittadini del distretto di Nardò.

Un Sindaco che dimostra di non voler fare chiarezza sui gravi fatti denunciati da un parlamentare pentastellato, il quale in un esposto alla Procura ha riferito che un personaggio fornisce o ha fornito protezione alle occupazioni abusive delle case popolari, millantando anche capacità di bloccare eventuali interventi repressivi della polizia municipale. Un personaggio che, pur non avendo dirette responsabilità di amministrazione della città, sarebbe molto vicino ad essa. Mellone deve dire chiaramente ai cittadini se costui è per caso un suo amico, oppure deve smentire pubblicamente a voce piena.

In ogni caso, tutto ciò (e tanto altro ancora) è offensivo della sensibilità delle persone per bene di questa nostra città, anche di quella di coloro che avevano creduto alla favola della illusoria “rivoluzione” propagandata da Mellone, tradita dalle sue stesse promesse impossibili da mantenere (scarico zero, punto nascite, abbattimento della tassa sui rifiuti urbani, vendita del gerontocomio, ecc.) e schermata dal fumo negli occhi di opere pubbliche non necessarie e da manie di grandezza assecondate dal suo amico Emiliano.

Rino Giuri – oordinamento Associazione Nardò Progressista – Nardò