Mussolini non è più cittadino onorario di Tricase: lo ha deciso il Consiglio comunale. Il Sindaco vota contro e spiega perché

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Giovanni Carità

Tricase – Tricase revoca la cittadinanza onoraria conferita quasi un secolo fa a Benito Mussolini. A deciderlo è stato il Consiglio comunale svoltosi ieri approvando la mozione presentata in tal senso dai consiglieri di minoranza del gruppo “Tricase, che fare”, Giovanni Carità e Antonio Luigi Baglivo.

L’Aula si è espressa con 10 voti favorevoli, 6 contrari (tra i quali il sindaco Antonio De Donno) e un astenuto. Hanno votato per la revoca del titolo, oltre ai due proponenti, anche  Francesca Longo, Francesco Patrizia Minonne, Giorgio Moretta Dell’Abate, Anna Ruberto, Armando Ciardo, Carmine Zocco, Gianluca Leone Errico ed Elia Giacomo.

La polemica

La polemica sull’onorificenza conferita al duce nel maggio 1924 dall’allora Amministrazione comunale presieduta da Spiridione Barbara è sorta nel febbraio dello scorso anno quando lo stesso titolo è stato conferito alla senatrice a vita Liliana Segre, vittima delle leggi razziali, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. La richiesta di revoca, rinnovata più di recente, è partita dal presupposto che “vittima e carnefice non possono stare dalla stessa parte”.

«Ringrazio chi ha espresso voto contrario, sono certo – ha affermato il consigliere di minoranza Carità – che anche loro sono fermamente contrari ad ogni forma di violenza, razzismo e intolleranza. Dedico questa bella giornata politica al nostro concittadino Salvatore Panarese che nel maggio del 1924, a differenza degli altri, trovò il coraggio e la forza di votare contro il conferimento della cittadinanza onoraria che oggi è stata revocata, a Roberto Caputo, a Maria Teresa Sparascio e a tutte le vittime di un regime violento che portò il nostro Paese nella tragedia della guerra e delle leggi razziali».

La posizione del Sindaco

Antonio De Donno

Il sindaco De Donno ha espresso, invece, voto contrario alla revoca, rimarcando la sua posizione già ampiamente preannunciata: «Rispetto la scelta di chi si è espresso in senso contrario, dando valore simbolico al gesto di revoca, ma resto del parere che storia non si cancella. Non mi sentivo Sindaco di un paese con un Mussolini da onorare prima, non ne sento l’assenza oggi. Quel momento storico di osanna alla propaganda fascista ci aiuta a comprendere perché e come è nata la barbarie nazista e perché personaggi che hanno fatto la storia in positivo e apprezzavano e sostenevano il primo Mussolini. Anche per questo – conclude De Donno – ritenevo necessario lasciare traccia di quella onorificenza nei libri e nella memoria collettiva ed individuale come monito perché mai più possa accadere. Mai più. Dopotutto l’umanità ha già condannato il periodo più assurdo e violento della storia. La storia è storia, e la memoria serve perché gli errori non si ripetano».