Museo della Memoria e dell’Accoglienza: cure per l’immobile e i tre famosi graffiti del profugo Zvi Miller

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i murales di Zvi Miller

Santa Maria al Bagno (Nardò) – Parte la riqualificazione, con meno consumi e più risparmi energetici, del Museo della Memoria e dell’Accoglienza; arrivano i fondi (33mila euro) per conservare al meglio i tre lmurales di Zvi Miller, l’artista ebreo-rumeno rifugiatosi a Nardò alla fine del secondo conflitto mondiale.

I lavori per il Museo sono stati affidati all’impresa Lecci Costruzioni & co. di Matino. Il cantiere può aprire grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico per un importo di 130mila euro (nell’ambito del cosiddetto “Decreto Crescita”, diventato legge nel giugno scorso).

L’Amministrazione comunale ha scelto, tra gli edifici pubblici, di utilizzare queste somme per l’immobile museale “visto che l’immobile presenta elementi di deterioramento strutturale e non risulta perfettamente adeguato dal punto di vista energetico e della sostenibilità”.

Lavori per 210mila euro

Il Museo della Memoria 

Il progetto, dell’importo di 178.250 euro, è stato redatto dall’ingegnere Vincenzo Urso; l’importo mancante è stato coperto con un altro finanziamento per 48.250 euro, con le risorse del decreto “Conto Termico”. L’aggiudicazione dei lavori alla ditta matinese che ha operato un ribasso del 36,2% (oltre oneri e Iva), per complessivi 100.688 euro.

“Rafforziamo il Museo della Memoria – dice il Sindaco Giuseppe Mellone – uno dei nostri più importanti attrattori culturali, che ogni giorno richiama turisti, studiosi della “memoria”, esperti, curiosi, da ogni parte del mondo. Un investimento chiaro e massiccio sia sull’asset immobiliare dell’ente che su quello culturale, frutto anche in questa occasione del lavoro instancabile della giunta, degli uffici e del mio staff”.

I tre famosi murales dei profughi

Ringraziamenti dal capo dell’Amministrazione comunale anche per la  Regione Puglia “per le opportunità che presenta ai Comuni e in particolare l’assessore Loredana Capone per la sensibilità con cui sta gestendo il suo settore, che fa da volàno per l’industria culturale della Puglia”.

Quest’ultimo riferimento è ai 33mila euro arrivati da Bari per il progetto di salvaguardia e conservazione dei tre murales dell’artista Zvi Miller sui quali il Museo è nato, raffiguranti il candelabro a sette braccia (la Menorah, simbolo di fede e di speranza), una moltitudine di persone che muove dal Salento verso la Terra Promessa, un soldato armato con divisa inglese e una giovane donna che pronuncia la frase “Pithu she’arim”, cioè “aprite le porte”.

Unica testimonianza in Europa

Unici nel loro genere, questi murales si caratterizzano per l’alto valore documentale, “essendo la sola testimonianza di tipo grafico esistente in Europa dell’Aliyah Bet, del viaggio che all’indomani della guerra condusse i sopravvissuti ebrei nella Terra Promessa”.

Ora, ad oltre dieci anni dal restauro, si rende necessario un ulteriore intervento di consolidamento dei graffiti che presentano qualche segno di sofferenza e di distacco. Il progetto è stato redatto dall’ingegnere Nicola D’Alessandro e da Nori Meo Evoli, consulente per gli interventi di restauro.