Muro Leccese, dopo 20 anni di scavi ecco il Parco archeologico delle sorprese

791

Il Sindaco Antonio Donno, il parco e gli scavi in zona Palombara

Muro Leccese – Sarà inaugurato sabato 19 ottobre alle ore 11 il parco archeologico di Muro Leccese dopo 20 anni di scavi e dalla firma del protocollo d’intesa tra Comune e Unisalento, facoltà Beni culturali.

All’inaugurazione parteciperanno il Sindaco e l’assessore alla Cultura del Comune, rispettivamente Antonio Lorenzo Donno e Rita Ruggeri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, la soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Lecce Maria Piccarreta, il direttore del Dipartimento dei beni culturali dell’UniSalento Gianluca Tagliamonte.

Pubblicità

Cittadinanza onoraria a Liliana Giardino

Previsti gli interventi di Mario Lombardo, professore emerito di Unisalento, Laura Masiello, funzionaria della Soprintendenza, Liliana Giardino del Dipartimento beni culturali e Francesco Meo di Unisalento e direttore degli scavi. Nel corso della cerimonia sarà consegnata la cittadinanza onoraria di Muro a Liliana Giardino che ha diretto gli scavi per 15 anni, dal 2000 al 2015.

Un parco da visitare per capire la vita dei Messapi che arrivarono in Puglia intorno al IX/VIII secolo avanti Cristo dall’Illiria o da Creta, secondo due tesi contrastanti sostenute dagli storici. La loro presenza in alcuni centri del Salento è stata consolidata dal ritrovamento nel 2003 di quella che è conosciuta come la “mappa di Soleto”, piccolo frammento di ceramica di un vaso messapico. Tredici i toponimi di cui cinque ben noti: Bas (Vaste), Bal (Alezio), Ozan (Ugento), Nar (Nardò) e Mios (Muro Leccese).

L’antica Mios circondata da imponenti mura

Il centro urbano messapico di Muro è uno dei più vasti ed è racchiuso all’interno di una imponente cinta muraria. Gli scavi condotti in questi anni hanno permesso il ritrovamento di ceramiche greche d’importazione a testimonianza dei traffici esistenti tra il Salento e la Grecia attraverso il porto di Otranto. L’area archeologica è divisa in due da una strada che collegava Otranto con Gallipoli.

A destra della strada citata un grande complesso residenziale con una sala da banchetto ed una serie di stanze con cortile interno, dall’altra parte della strada una piccola casetta con due stanze ed un cortile dove è stato rinvenuto uno scheletro. Da visitare anche la necropoli e la parte nuova dello scavo a ridosso delle mura.

Col Museo l’offerta turistica si amplia

I reperti di tanti anni di lavoro di scavo sono conservati nel Museo di Borgo Terra, la cui visita è strettamente legata a quella del parco archeologico perché l’uno spiega l’altro, come sottolinea il Sindaco Donno: «Con il parco archeologico si aggiunge un ulteriore tassello all’immenso patrimonio culturale ed artistico di Muro. Il connubio tra museo e parco, oltre a spiegare la storia e le nostre origini, sarà un valore aggiunto ed un’importante attrazione per un turismo culturale e volano di crescita per il territorio».

Per l’assessore alla Cultura Rita Ruggeri “la realizzazione e la valorizzazione del parco archeologico è ricerca delle proprie radici, ma anche ricerca di un sapere antico di esponenziale interesse internazionale. In un’era incentrata sulla digitalizzazione, i ritrovamenti di antichi saperi sono fonte di attrazione turistico-culturale”.

Pubblicità