Motivazioni non attuali e oggettive: reintegrato al lavoro nella Gial Plast un altro netturbino dal passato molto pesante

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Gallipoli – Illegittimo il licenziamento operato il 17 aprile scorso; ritorno al proprio posto di lavoro; per lui una indennità risarcitoria: si è concluso così l’ultimo, in ordine di temo, processo per i licenziamenti operati dalla Gial Plast di Taviano dopo essere stata raggiunta da una misura antimafia. La sentenza è del Tribunale di Lecce e riguarda un netturbino dal passato piuttosto pesante.

Il giudice ha accolto il ricorso di Giuseppe Carroccia (i precedenti hanno riguardato Sebastano Caiffa e Luigi Carroccia per quanto riguarda Gallipoli) perché “il licenziamento non pare sorretto da un giustificato motivo oggettivo”. “Vi è prova evidente della insussistenza del fatto posto a fondamento del licenziamento, fatto costituito dalla inclusione del ricorrente – si legge nella sentenza – tra i soggetti “penalmente controindicati”, considerato che detta inclusione operata nel provvedimento prefettizio non è fondata su elementi probatori sufficienti”.

“Non ci sono elementi ulteriori”

Elementi o prove non sufficienti “specialmente in termini di attualità del rischio “di infiltrazioni mafiose nell’azienda, che “l’azienda non ha dedotto ancora prima che dimostrato la ricorrenza di elementi ulteriori”.

Se ci fossero stati, si sarebbero andati ad aggiungere ad un profilo penale tra i più pesanti. I precedenti di Carroccia parlano di tentato omicidio, detenzione illegale di armi e munizioni, porto abusivo di armi, da personaggio di spicco della criminalità organizzata dei primi anni ’90. A questi reati va ad aggiungersi un altro procedimento in corso per tentata minaccia aggravata con metodo mafioso, lesioni personali e violenza “per costringere altri a commettere un reato” (il riferimento è ad uno scontro tra Caroccia ed il medico che era passato da casa sua per accertarne lo stato di malattia e non lo aveva trovato).

L’esultanza del sindacato

“Altra vittoria con reintegro immediato, un’altra soddisfazione nel giro di pochi giorni”, affermano in una nota i sindacalisti del Cobas di Lecce e Brindisi che hanno seguito questa complicata vertenza. “la Gial Plast ha agito in assoluta autonomia e i licenziamenti decisi da loro, tesi sostenuta anche dalla Prefettura di Lecce”, si legge ancora. Poi c’è l’elenco dei reintegrati anche in ditte che sono subentrate alla Gial Plast: oltre a Gallipoli, Ugento, Parabita, Sannicandro Garganico e Ostuni.