Montagna spaccata e la Reggia, Galatone Bene comune propone le sue osservazioni al Piano coste

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Galatone – “Quale futuro per la Reggia e la Montagna spaccata?”. Ne vuole discutere “Galatone Bene comune” che venerdì 17 maggio propone un incontro al Palazzo Marchesale (alle 18) presentando le proprie osservazioni sul Piano comunale delle coste varato lo scorso 28 marzo dalla Giunta comunale.

Fari puntati, dunque, sul breve tratto di litorale ionico di competenza del Comune di Galatone, tra Lido Conchiglie (Sannicola) e Santa Maria al Bagno (Nardò): l’area è caratterizzata dalla presenza di specie botaniche protette attraverso una serie di vincoli paesaggistici, su tutti quello di denominazione di Area Sic (Sito di interesse comunitario).

«La fascia costiera in questione – dicono dall’associazione presieduta da Sebastiano Zenobini – conserva ancora, nonostante gli incendi, l’incuria ed il degrado, un altissimo grado di naturalità, sancito dall’istituzione della zona Sic Rupi di San Mauro e Montagna spaccata, condiviso con il Comune di Sannicola. La zona – sottolineano da Bene comune – come gran parte delle zone costiere, è soggetta ad erosioni e instabilità tali da essere  classificazione “a pericolosità geomorfologica elevata” o “molto elevata”, cui è seguita recentemente un’ordinanza della Capitaneria di Porto di Gallipoli che vieta la balneazione, la navigazione e l’attracco».

Il Piano varato dall’Amministrazione comunale prevede tra l’altro l’installazione di alcune strutture “non permanenti” nel tratto. «Il Piano mette al centro – aveva commentato il sindaco Flavio Filoni subito dopo l’approvazione – la tutela e fruizione da La Reggia alla Montagna spaccata, ponendo l’attenzione innanzitutto sulla salvaguardia dell’ambiente, disciplinando l’uso delle risorse naturali senza incidere in maniera permanente e senza compromettere la possibilità di fruire di un luogo così incontaminato».

Tante le questioni che invece porrà “Gbc”. «Come è possibile la fruizione di un’area protetta – si chiedono dall’associazione – con il mantenimento e il recupero degli aspetti naturali che un’ulteriore antropizzazione rischierebbe di compromettere? I cittadini non sono stati minimamente coinvolti in tutto quanto l’iter procedurale – sottolineano Zenobini e i suoi – contravvenendo a quanto stabilito dalla normativa, né l’Amministrazione ha ritenuto opportuno presentare il piano alla Comunità attraverso un incontro pubblico».