Il giorno dopo della “Montagna spaccata” devastata dall’incendio doloso. Le operazioni di spegnimento durate molte ore

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Galatone – È un paesaggio che lascia sgomenti quello che si presenta a “La Reggia” all’indomani del devastante incendio che ha colpito l’area a ridosso della Montagna Spaccata. La provinciale 108, che passando attraverso il suggestivo tratto di costa di competenza del Comune di Galatone collega Santa Maria al Bagno a Lido Conchiglie, per favorire lo svolgersi delle operazioni di spegnimento e di ripristino della sicurezza è rimasta interdetta dal primo pomeriggio di ieri (intorno alle 16 gli automobilisti in transito hanno lanciato i primi allarmi) fino alla tarda serata, con pesanti ripercussioni sulla viabilità in tutte le vicine marine, affollate in pieno agosto.

L’intervento dei Vigili del fuoco del Comando di Gallipoli (coadiuvati dalle Polizie locali di  Galatone e Nardò, dalla Protezione civile e da Carabinieri e Polizia) è stato ieri tempestivo e realizzato con più squadre e diversi mezzi, compresi i canadair che per tutta la sera hanno sganciato decine di litri d’acqua sull’area di interesse naturalistico. Un disastro ambientale “di origine dolosa”, secondo quanto riferito nell’immediatezza dal sindaco di Galatone Flavio Filoni, quello che traspare dalle immagini del day after, una triste replica di ciò che accadde due anni fa, con la vegetazione ancora una volta vittima delle fiamme. Sul posto ieri anche i dirigenti comunali e gli assessori di Galatone.

L’accaduto ha riacceso in città il dibattito sulla fruizione dell’area e sulle misure atte alla sua tutela e salvaguardia, visto che il capitolo incendi non risparmia la zona in nessuna stagione estiva: principale ostacolo sembra essere la vasta lottizzazione privata del tratto a ridosso delle “Rupi di San Mauro”, area adiacente e vincolata paesaggisticamente allo stesso modo, gestita dal Comune di Sannicola.