Mercatone Uno, in Prefettura la protesta dei lavoratori: programmati sciopero e sit-in

Ridiventa preoccupante la situazione per 123 lavoratori dei magazzini di Matino, Surano e San Cesareo

543
Mercatone Uno Matino

Lecce – Arriva in Prefettura a Lecce la protesta dei lavoratori del Mercatone Uno. I sindacati annunciano oggi lo sciopero degli addetti con sit-in di protesta davanti all’ingresso della Prefettura su viale XXV Luglio per giovedì 18 aprile, dalle 12.30 alle 14. L’agitazione segue l’avvio del concordato preventivo avviato dall’azienda che non lascia intravedere un futuro roseo per i 123 lavoratori dei magazzini di Matino, Surano e San Cesareo.

Ma lo sciopero di giovedì avrà carattere nazionale proprio nel giorno in cui, a partire dalle 14, a Roma è in programma un incontro presso il Ministero dello Sviluppo economico, al cui tavolo saranno impegnate le strutture nazionali dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Ui, impegnate nella ricerca di una soluzione che salvaguardi il salario e il posto di lavoro.

I lavoratori, accompagnati dai rappresentanti sindacali, consegneranno al Prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, un documento con le loro rivendicazioni. La tensione è tornata a salire dopo che la Shernon Holding, proprietaria dell’azienda, ha comunicato con una lettera inviata direttamente ai lavoratori la richiesta di concordato preventivo in continuità aziendale al Tribunale di Milano.

Pubblicità

 “La drammatica situazione del Mercatone Uno sul territorio nazionale ha visto la fuoriuscita di centinaia di lavoratori e lavoratrici e la decurtazione dell’orario di lavoro per chi ha conservato il posto di lavoro. L’azienda subentrante – si legge in una nota congiunta dei sindacati – a seguito dell’Amministrazione straordinaria ministeriale, Shernon Holding, appena otto mesi dopo l’acquisizione, vista la precaria situazione economico-finanziaria ha deciso di presentare istanza di concordato preventivo in continuità. Pur consapevoli che tale procedura tende al risanamento aziendale attraverso il ripianamento debitorio, siamo altrettanto consapevoli come essa abbia procurato ansia alle famiglie dei lavoratori».

Le segreterie provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs fanno sapere che “la provincia di Lecce non può tollerare altre espulsioni dal ciclo produttivo. Così come non è tollerabile disperdere competenze, potenzialità di sviluppo e presidi commerciali così importanti”.

Pubblicità