Mercatone Uno: cassa integrazione prorogata. Anche a Matino scompare la storica insegna: sabato l’asta fallimentare

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Mercatone Uno Matino, la protesta dei lavoratori 31.5.19

Matino – È stata prorogata di sei mesi la cassa integrazione per gli ex dipendenti di Mercatone Uno. La buona notizia (seppur consolatoria) è giunta a pochi giorni dalla scadenza del 23 maggio per i 46 dipendenti dell’ormai ex Mercatone Uno di Matino e per i centinaia di colleghi in Italia (256 in Puglia, 123 solo tra Matino, Surano e San Cesario).

L’ufficialità è contenuta nell’articolo n.51 del decreto “Rilancio” che ha esteso i termini per l’esecuzione delle procedure di amministrazione straordinaria, consentendo in tal modo anche l’estensione degli ammortizzatori sociali. Ancora nessun aggiornamento, invece, per quanto riguarda l’integrazione del trattamento di Cigs, stabilito dal decreto “Milleproroghe”, già approvato a fine 2019.

L’asta fallimentare

Solo pochi giorni gli ex dipendenti del punto di vendita di Matino richiamavano l’attenzione sulla necessità di riaccendere i riflettori sul tema. «All’improvviso non si è più parlato di noi. Non abbiamo più potuto organizzare manifestazioni, perché è un problema più grande ha bloccato tutto», fa sapere Antonella Romano.

Proprio in questi giorni, appena un anno fa, i dipendenti della Shernon Holding ricevevano un messaggio via Whatsapp che l’informava del fallimento della società. La società, nell’agosto 2018, aveva acquistato 55 punti vendita della catena di arredamento Mercatone Uno, inclusa la sede di Matino che oggi, come tutti i punti vendita in Italia, non reca più nemmeno l’insegna ufficiale della catena d’arredamento.

La sede custodisce ancora le merci rimaste invendute, per un valore di 438.280,19 euro che il prossimo 30 maggio saranno battute all’asta (prezzo base è fissato a 35.500 euro). L’inventario include abbigliamento, complementi d’arredo, elettrodomestici, mobili, mobilità, prodotti per la persona, pet care, sportivo e tessile per la casa.