Meno giovani? Ma al Pronto soccorso di Gallipoli il lavoro nella settimana di Ferragosto non è diminuito. Come pure le carenze

922

Gallipoli – È appena trascorsa la settimana clou di ferragosto, e al Pronto soccorso del “Sacro Cuore di Gesù”, a Gallipoli, si  tirano le somme, confrontando intanto i numeri degli accessi attuali coi dati degli anni scorsi.

Numeri tutto sommato “fisiologici”  quelli di questi ultimi 10 giorni, con traumi stradali, i anziani con problemi cardiocircolatori,  patologie di routine e gli immancabili giovani con intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti (per fortuna in lieve flessione rispetto al passato).

Senza primario Ma i “distinguo”, anche stavolta, non mancano: ci sono le zone di luce (poche, per la verità, rappresentate soprattutto dall’abnegazione del personale medico e paramedico) e d’ombre: numerose e sostanzialmente quelle di sempre, alle quali ora si aggiunge l’assenza del primario, perché il dottor Girau  è andato in pensione da più di un mese.

Pubblicità

Degli undici medici previsti in organico, che dovrebbero assicurare il servizio per tutte le 24 ore, uno è pure in astensione obbligatoria per maternità.  Mentre in sala ci sono una decina di pazienti che attendono di essere visitati (sono le 4 circa del pomeriggio) c’è chi, stanco dell’attesa, dà in escandescenze, trattenuto a stento dal  vigilante.

“Le problematiche sono quelle di sempre, che in un ospedale di primo livello (quale quello di Gallipoli) non dovrebbero esserci”: lo afferma il dottor Francesco Casciaro (foto) di Casarano, uno dei due medici di guardia in servizio, mentre è intento a compilare alcuni referti medici, utilizzando il programma informatizzato della Regione che il più delle volte si blocca e quindi bisogna ricominciare daccapo.

Dopo un’esperienza al Policlinico di Bari, Casciaro, che è pure dirigente sindacale dei medici ospedalieri Anaao, lavora al Pronto soccorso di Gallipoli da 5 anni; ha 63 giorni di ferie arretrate alle quali si aggiungono ora pure quelle di quest’anno. I suoi colleghi non stanno mglio. A luglio e agosto non ha goduto nemmeno  di un giorno di vacanza.  Stessa sorte è toccata, per esempio, pure all’infermiere Luigi Pianoforte, trasferito da poco tempo nella “sua” Gallipoli.

“Le prestazioni sanitarie sono  pressocché invariate rispetto alle  passate stagioni estive, con le emergenze e le inadeguatezze di sempre – dice Casciaro –  Ci sono momenti in cui non sai come dividerti, tra persone anziane che arrivano in codice rosso, e giovani politraumatizzati per incidente stradale o in coma etilico. Se il sistema regge ancora è grazie all’abnegazione e alla professionalità del nostro personale paramedico”, aggiunge  Casciaro, che da sindacalista passa ad elencare lacune e disservizi.

L’elenco comprende carenze igienico-sanitarie in diversi locali (già indicate da piazzasalento.it nei mesi scorsi, e ancora presenti); assenza di un’ambulanza medicalizzata (quella che c’era prima è andata  distrutta nel grave incidente stradale di due anni fa in cui persero la vita l’autista Gimmi Manni di Taviano e il malato trasportato); personale medico e infermieristico costretto a lavorare  sotto stress, su cui si scarica molto spesso ogni sorta di violenza verbale e a volte anche fisica da parte dell’utenza.

La Tac rotta “Noi abbiamo continuato a lavorare alla “Dio ce la mandi buona” – prosegue – con la Tac rotta dal 24 luglio a tutto il 12 agosto e senza nemmeno un reparto di Neurologia, per le consulenze urgenti. Altro disservizio, sono gli smistamenti operati dal 118, che, nell’inviare il paziente tiene conto solo dell’ospedale più vicino, trascurando invece il resto, sicchè accade spesso, ad esempio,  che persone colpite da ictus, o che abbiano urgente bisogno di cure neurologiche vengono inviate qui a Gallipoli, per poi, dopo il tempo occorrente per la diagnosi e le prime cure, destinarle a nostra volta all’ospedale attrezzato più vicino. Tutto ciò, con notevole dispendio di risorse umane ed economiche”. Quando anche un minuto può costare una vita.

Pubblicità