Melma, rifiuti, alghe e il mare in case e garage. La Giudecca epicentro: lo sarà ancora per le prossime ore – I VIDEO

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Gallipoli – Si mobilitano i Comuni, si mobilita la Provincia, si punta allo stato di calamità naturale ed alla Regione il giorno dopo (e forse l’ultimo) dell’ondata di maltempo che ha colpito il Salento jonico in gran parte. Registrati molti danni ma per fortuna nessuna vittima.

“A seguito degli eventi metereologici che si sono abbattuti nelle scorse ore sul territorio provinciale, vi chiedo una prima ricognizione dei danni subiti nel territorio dei Vostri Comuni”, scrive il presidente della Provincia Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, ai colleghi  ed al presidente della Regione, Michele Emiliano.

Pressioni per lo stato di calamità naturale

L’Ente di palazzo dei Celestini in qualità di “di ente territoriale con competenze di area vasta” si propone come coordinatore, predisponendo tutta la documentazione necessaria per l’eventuale richiesta di attivazione dello stato di calamità. A Bari una nota informativa in proposito è stata inviata anche al Capo di Gabinetto del presidente Emiliano, Claudio Stefanazzi.

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Dagli uffici della Presidenza della Provincia si ribadisce che “è prioritario agire con tempestività per affrontare nel migliore dei modi le emergenze ambientali che i territori stanno vivendo in queste ultime ore”.

Rinforzi per i vigili del fuoco da Ugento e Lecce

A Gallipoli sono arrivati i pompieri di Ugento e Lecce per dare man forte alla caserma locale, tante le chiamate di soccorso fin dalle prime ore dell’alba pervenute anche ai vigili urbani e Protezione civile locale. Molti i locali a pianoterra allagati, tra garage, abitazioni, esercizi commerciali e della ristorazione nella zona della Giudecca, letteralmente invasa dal mare.

L’acqua è giunta anche alle spalle della caserma della Guardia di finanza e della ex caserma dei carabinieri, con una violenza che pochi ricordano e che a qualcuno ha fatto venire alla mente il tornado del 2013 che attraversò il borgo cittadino da via Castromediano e Mazzarella alla ferrovia, lambendo (con danni all’aula dei computer soprattutto) il liceo.

Caduto un albero sul plesso di via Spoleto

La situazione è sotto controllo – ha detto questa mattina un vigile del fuoco – si spera solo che il vento cali”. Come da previsioni, il vento da sud sud ovest ha cominciato a scemare, dopo aver combinato tanti disastri da Leuca a Porto Cesareo. Vigili e volontari del centro di Protezione civile hanno avuto il loro bel da fare anche per la caduta di un albero di pino in una scuola dell’Infanzia (il plesso di via Spoleto), senza conseguenze sui bambini e sulle maestre al lavoro.

Il Sindaco nell’area colpita

Il Sindaco Minerva, accompagnato dall’architetto Mauro Bolognese del Comune, è stato per diverso tempo nel rione della Giudecca a parlare con i tecnici dei Vigili del fuoco e della Capitaneria di porto. “Per prima cosa dobbiamo mettere in sicurezza la zona colpita, la più sensibile – dice Minerva – poi dobbiamo ripulire tutto quanto e trovare una soluzione a questo problema”.

Stanotte gli ultimi sussulti dal mare

Alle Scale nuove sono affondate tre barche di piccole dimensioni, mentre si segnala la sparizione del fanalino di luce rossa all’ingresso del porticciolo del Canneto installato circa due anni fa. Per la cronaca il vento ha fatto registrare il suo picco massimo stanotte alle 3,40 a 99 chilometri orari (era stato di 118 il giorno precedente), abbattendo due pali della illuminazione pubblica. Divelti e finiti chissà dove i pannelli metallici che cingevano il vecchio Istituto nautico.

Ma non è ancora finita, dal punto di vista meteorologico. Come spiegano alcuni pescatori, adesso e per la prossima nottata ci sarà ancora mare grosso. Si chiama più precisamente mare di scaduta. E’ quel moto ondoso che continua anche oltre la calata del vento, che peraltro con quella violenza ha premuto sulle onde (che comunque hanno registrato al largo anche altezze di otto metri). Senza più questa pressione, le onde continueranno almeno per questa nottata a imperversare nella zona più bassa della città, la Giudecca.

La polemica sulle scuole aperte

Rispondendo ad alcune critiche circa la sua decisione di far tenere regolari lezioni nelle scuole cittadine, Minerva ha sottolineato che “i problemi sono venuti con il vento e la mareggiata, non con la pioggia” ed ha poi giustificato con una lunga nota le ragioni che lo hanno portato a quella decisione, dall’incontro lunedì sera con altri Sindaci (“più della metà dei Sindaci del Salento non hanno chiuso le scuole”) all’ascolto dei maggiori esperti del settore ed alla consultazione di altre Istituzioni.

“Ho compreso il punto di vista di alcuni alunni, di diversi genitori e di altre maestre – aggiunge il primo cittadino – ma io sono tenuto a prendere decisioni difficili prendendo atto di una moltitudine di considerazioni e ,questo, vi prego di comprenderlo. Le mie decisioni guardano alla collettività, con occhio attento e sincero provando ad avere uno sguardo d’insieme e non mirando ad un’unica categoria o ad un singolo problema”. Sono alla fine prevalse considerazioni sulla sicurezza delle scuole, le rassicurazioni sulla non coincidenza tra orari di entrata e uscita delle scuole e quelli previsti come massima pericolosità circa le avversità meteo.

Hanno collaborato Amleto Abbate e Anna De Matteis

 

 

 

 

 

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