Meduse, da urticanti a commestibili: visite al museo di Porto Cesareo per conoscerle meglio

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Bambini al museo di biologia marina di Porto Cesareo
Bambini al museo di biologia marina di Porto Cesareo

Porto Cesareo – Le meduse, da sempre considerate ospiti “scomode” dei nostri mari per il loro potere urticante, oggi si scoprono essere addirittura commestibili: un vero e proprio cibo del futuro, ricco di nutrienti ed ecosostenibile. Ricerche in tal senso sono state condotte nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, come si può scoprire visitando il locale Museo di biologia marina “Pietro Parenzan” (in via Vespucci 13/17).

Le meduse sono un’ottima fonte di proteine, povere di grassi, oltre che una materia prima ecosostenibile, che contiene quasi tutti gli aminoacidi di cui abbiamo bisogno e che, secondo recenti studi, potrebbe avere proprietà anticancro”: a dichiararlo è Stefano Piraino, professore di zoologia e biologia marina all’Università del Salento e direttore del museo di Porto Cesareo.

Stefano Piraino
Stefano Piraino

Le ricerche condotte, spiega Piraino, hanno dimostrato che la medusa “polmone di mare” Rhizostoma pulmo, abbondantissima in alcuni tratti ionici delle coste pugliesi, è commestibile”. Da qui la collaborazione con gli chef Gennaro Esposito di Vico Equense e Fabiano Viva del ristorante DUO di Lecce, che hanno sperimentato ricette a base di meduse (uno dei piatti preparati da Viva è stato anche presentato nel programma EarthRise della rete Al-Jazeera).

Gli studi sulle meduse rientrano nel progetto Pulmo, finanziato dal programma europeo Marie Sklowdoswka Curie, e nel progetto europeo GoJelly, realizzato in collaborazione con Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) e Ispa (Istituto di scienze delle produzioni alimentari).

Una strada importante da percorrere in termini di sostenibilità: “La pesca ha oramai raggiunto i limiti di sostenibilità massima – spiega Piraino – e un recente rapporto della Fao ci ricorda che non ci sono mai stati così pochi pesci nei mari come adesso. Se continueremo a questo ritmo, nel 2050 non ci saranno più pesci da pescare. Occorre trovare nuove risorse non solo per l’alimentazione ma anche per la ricerca di nuovi farmaci e di nuove molecole di interesse biotecnologico. E le meduse sembrano offrire un’eccellente opportunità di crescita e sviluppo sostenibile anche nel Mediterraneo”.

Visitare il museo di Porto Cesareo. Il museo di biologia marina “Pietro Parenzan” è aperto tutti i giorni dalle 18 alle 22. Inoltre, ogni giovedì alle ore 20,30 studenti e ricercatori di UniSalento dialogheranno con il pubblico sulla biodiversità marina e la salute dei mari, presentando immagini e filmati (ingresso libero, info al numero 0833.569502).

Eventi al museo. Sempre alle 20,30, nel mese di agosto il museo ospita i seguenti appuntamenti: venerdì 9 si parla di “Il verme di fuoco e le specie aliene”, venerdì 16 “Mare futuro: clima e riscaldamento globale”, giovedì 22 “Un mare di plastica” e il 29 “Gli spazzini del mare”. Tutti gli incontri sono a ingresso libero.