MedTec, seconda esperienza in Europa, apre le porte a Lecce. Formerà i medici del futuro ad alta tecnologia. Il racconto del rettore Pollice

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Lecce – “Un percorso di eccellenza che completa e rafforza l’offerta formativa e assistenziale pugliese”: con queste parole il rettore di Unisalento, Fabio Pollice, ha aperto questa mattina a Lecce l’inaugurazione ufficiale del nuovo corso di laurea in Medicina e Chirurgia Medtec, un corso con una forte vocazione tecnologica a bioingegneristica.

L’evento, in diretta streaming, ha visto la partecipazione di Istituzioni regionali, provinciali e locali tra cui il Sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il presidente della Provincia Stefano Minerva, il direttore generale dell’Asl Lecce Rodolfo Rollo, il presidente del Consiglio regionale Loredana Capone, il presidente Michele Emiliano e gli assessori regionali Pier luigi Lopalco, Sebastiano Leo e Alessandro Delli Noci.

Finanziamento da 83 milioni dalla Regione

Il progetto è stato illustrato dal rettore Pollice che è partito nella sua illustrazione, proprio dal ruolo giocato dalla Regione Puglia: «Lo stanziamento di circa 83milioni di euro disposto dalla Giunta regionale è un ulteriore e significativo passo avanti verso l’istituzione di un Corso che potrà avere un impatto notevole non solo sull’offerta formativa universitaria, ma sull’intero territorio pugliese perché, al di là degli effetti sulla sanità locale, consentirà – in ragione della sua caratterizzazione tecnologica – di attrarre risorse umane e finanziarie in un settore strategico per il nostro futuro, contribuendo a creare, unitamente al “Salento Biomedical District” che abbiamo avviato la scorsa estate, un polo di eccellenza nell’area della salute”.

Il rettore Fabio Pollice

“È il secondo esperimento in Europa in tale direzione, e punta – ha rimarcato il rettore di Unisalento – alla formazione di un nuovo profilo di medico chirurgo con una solida competenza nel settore tecnologico, come richiesto dalla sempre più rapida evoluzione delle pratiche cliniche e chirurgiche che sempre più includono aspetti legati alla robotica, alla sensoristica, ai big data e ad altre tecnologie di frontiera”.

Con Humanitas e Politecnico di Milano

L’obiettivo di questo percorso formativo di eccellenza è “attrarre nel nostro territorio i migliori docenti e ricercatori nel settore e i più motivati studenti, così da invertire i flussi di chi lascia il Salento per curarsi fuori regione o acquisire fuori regione le professionalità sanitarie. A quelli che crederanno in questo progetto, al di là di coloro che oggi ne hanno piantato il primo seme, il compito di contribuire a costruire una Scuola di Medicina d’avanguardia che ci possa rendere orgogliosi della qualità che riesce a esprimere”.

Il progetto è stato accolto con entusiasmo, attenzione e determinazione dalle Istituzioni regionali, alle quali va il mio più sentito ringraziamento per aver dato valore a un percorso che non duplica esperienze già presenti sul territorio regionale – ha continuato il professore Pollice – ma traccia nuovi orizzonti”.

“Lungimiranza sull’asse Nord- Sud”

Di concerto con la Regione e in accordo con gli altri Atenei pugliesi, infatti, si è deciso di sviluppare un progetto che riprendesse il primo esperimento europeo MedTec, promosso da Humanitas e Politecnico di Milano, in ragione non solo dell’innovatività di questa esperienza formativa, ma anche della sua coerenza con le tendenze evolutive delle professioni sanitarie. Con Humanitas e Politecnico di Milano abbiamo avviato un percorso che speriamo possa vederci partner di un progetto di rafforzamento dell’asse nord-sud, peraltro su un argomento così importante e di grande impatto sulla qualità della vita”.

“I corsi e i settori scientifico-disciplinari coinvolti sono, in questa fase di avvio, riconducibili allo specifico indirizzo delineato – ha concluso il rettore Pollice – e siamo convinti potranno in futuro arricchirsi di ulteriori profili”. Ringraziamenti infine per il gruppo di lavoro che ha elaborato il progetto, “a partire dal professor Pietro Alifano che lo ha ottimamente coordinato, e tutta la comunità accademica, che ha espresso pieno sostegno a questa iniziativa mostrando ancora una volta lungimiranza e determinazione”.

(foto d’archivio)