Medici ingegneri: pronto il corso tanto atteso di Medicina in chiave innovativa a Lecce. E Gallipoli

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Gallipoli – Virus epidemico a parte (o forse no), quest’anno sarà ricordato come l’anno del corso di laurea in Medicina a Lecce, anzi in Ingegneria biomedicale. Le ingenti risorse in circolazione nella sanità pubblica in funzione anti Covid hanno probabilmente contribuito a superare lo scoglio contro cui erano andati a sbattere i precedenti progetti, rappresentato gli alti costi, oltre alle immancabili gelosie.

La determinazione del rettore Fabio Pollice, insediatosi da un paio di anni, ha consentito che l’ultimo passo, a completamento di un lungo e impegnativo percorso, abbia avuto esito positivo. E’ accaduto il 22 dicembre scorso con l’ok del Consiglio di amministrazione di Unisalento, che ha seguito un identico parere del Senato accademico.

Il 22 l’ultimo ok dal Cda di Unisalento

Non c’era di nulla di scontato se si pensa che il tentativo precedente nato sul finire dell’anno scorso, si era chiuso con un grosso disco rosso. E non era neanche in ballo il tanto desiderato corso di laurea, quanto un protocollo d’intesa tra vari soggetti tra cui l’Asl Lecce, i presidi di Gallipoli e Tricase, col compito di esplorare un possibile insediamento accademico di Medicina.

Prima di arrivare alla data storica sono stati raccolti tutti i pareri dei Dipartimenti coinvolti; il Presidio di qualità; il Nucleo di valutazione dell’ateneo salentino. Tra i primi ad esprimersi favorevolmente i componenti del Curc, il Comitato universitario regionale composto da tutti i rettori delle Università di Puglia e molto attento a valutare eventuali attivazioni di duplicati di corsi di laurea.

Creata un’ampia convergenza  

L’integrazione tra Ingegneria e Medicina è risultata vincente e innovativa, nata da una virtuosa intesa col Distretto biomedico del Salento, Nanotec del Consiglio nazionale delle ricerche, Centro biomolecolare dell’Istituto italiano di tecnologie e Medtronic, una multinazionale che fornisce dispositivi e servizi per una nuova Sanità.

Il retore Fabio Pollice

Il Consiglio del Dipartimento di Ingegneria ha approvato il progetto del corso il 28 febbraio scorso. Il corso prevede in conclusione sei anni di Medicina ed una specializzazione in Ingegneria di un anno, per mettere al passo i “nuovi medici” con i progressi tecnologici.

Laureati al passo delle tecnologie 

Ci sprona il modello Milano – ha dichiarato alla Gazzetta del Mezzogiorno il rettore Pollice – Humanitas e Politecnico procedono insieme per andare oltre i confini della Medicina intesa in senso tradizionale”. Ora si attende il “sì” definitivo dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca presieduta attualmente dall’ex rettore della “Aldo Moro” di Bari, il professore Uricchio.

Se tutto andrà come previsto, tornerà concretamente in ballo l’ipotesi di un rapporto stretto col “Sacro Cuore” di Gallipoli, su cui si erano concentrate le attenzioni con convegni e seminari e – più di recente – un corso di Infermieristica svoltosi presso quell’ospedale.

(nella foto sopra un convegno nel luglio 2018 su “Summer school in Medicina” a Gallipoli)