Medici in campo, per sport e per ricordare i colleghi vittime del Cornavirus. Nel Salento il Campionato nazionale

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Gallipoli – Farà tappa nel Salento la 18^ edizione del Campionato italiano medici, in programma dal 29 agosto al 5 settembre. La speranza degli organizzatori è che in quel periodo l’emergenza sanitaria sia alle spalle. Per questo “lo svolgimento dell’evento sarà subordinato alla piena risoluzione dell’emergenza Coronavirus”, come afferma Domenico Rocco, responsabile della squadra calcio dei medici salentini e vice-presidente della neonata Asd “Medicincampo Lecce”, l’associazione nata sotto l’egida dell’Ordine dei Medici della Provincia di Lecce “al fine di incentivare la pratica sportiva ed evidenziare gli aspetti terapeutici dell’attività fisica soprattutto quando svolta regolarmente”.

La scelta del Salento è stata ufficializzata in seguito ad una riunione straordinaria di pochi giorni fa, tenutasi in web conference, da parte del Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale medici calcio. Intanto la macchina organizzativa si è già messa in moto, grazie alla cooperazione del Gruppo Caroli Hotel di Gallipoli, sponsor della squadra di calcio dei medici salentini, che provvederà alla fase dell’accoglienza. Sul versante sportivo, invece, prende corpo l’idea di organizzare un incontro a scopo benefico tra la Nazionale Medici ed un’altra compagine di rilievo nazionale.

“Un torneo anche per ricordare i colleghi caduti nella lotta al virus”

«Sarà veramente bello potere disputare questa importante manifestazione nella nostra terra una volta superato questo momento drammatico, così da dare un po’ di gioia anche a noi medici. Sarebbe un ricordo molto importante anche per i colleghi che sono caduti sul campo, per cui è nostra intenzione proporre di mettere sulle maglie di gara un nastrino nero a loro memoria», dichiarato il dottor Giuseppe Palaia, presidente dell’Asd  “Medicincampo Lecce”.

«La fattibilità chiaramente dipenderà dalle disposizioni governative. Speriamo – afferma il presidente dell’Associazione nazionale, dr. Giovani Borrelli – che per quel periodo si possa viaggiare e soprattutto disputare manifestazioni del genere che presuppongono aggregazione sociale. Sarebbe sicuramente un modo sanissimo di riprendere quella socialità che questo maledetto virus ci ha portato via. Sarà anche un’occasione di arricchimento scientifico per i colleghi che parteciperanno, dato che collegato al Campionato è previsto, come è tradizione della nostra associazione, un convegno con ECM che quest’anno verterà proprio sul Covid 19».