“Mauro Romano potrebbe essere vivo”: a 43 anni dal sequestro si riaccende la speranza

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Racale – Squarci di verità che sembrano riaprirsi, malgrado siano passati più di 33 anni dalla scomparsa di Mauro Romano. Il bambino di allora, forse sequestrato all’età di sei anni, oggi ne avrebbe 49 anni e potrebbe essere ancora vivo. A dirlo è stato questa mattina a Storie italiane, su Rai 1, è stato l’avvocato Antonio La Scala, in collegamento nel programma condotto da Eleonora Daniele.

Se così fosse, come rilevato anche da Toni, il fratello di Mauro il quale ha pure dichiarato di essere riuscito a mettersi in contatto con una persona che potrebbe essere Mauro, verrebbe meno la pista della pedofilia, in tutti questi anni apparsa come prevalente (se non l’unica), per lasciare spazio alla speranza di un possibile sequestro con finalità adottive. Ipotesi questa non del tutto nuovo, ed in passato già fatta presente agli investigatori.

L’ipotesi dell’adozione illegale 

«All’epoca, tra il 1975 ed il 1985, non era purtroppo una cosa rara che in Italia i bambini scomparissero, per essere venduti nel mercato delle adozioni, ovviamente illegali», ha affermato in tv l’avvocato barese che da anni segue la vicenda di Mauro e che ha pure chiarito come l’indagine finora condotta sia stata “esemplare” e che al momento “nulla è emerso sulla pista della pedofilia”. «Forse è vivo, si sta lavorando per avere ulteriori certezze», ha affermato La Scala. La madre Bianca Colaianni già alcuni fa ritenne di aver visto la foto del suo Mauro pubblicata su di una rivista: il piccolo scomparso nel 1977, oggi uomo di 50 anni, potrebbe essere dunque all’estero, addirittura in un altro continente, ed essere pure ricco e famoso.

Intanto, per aver reso false informazioni al Pubblico ministero che ha riaperto il fascicolo su questa vicenda, sono stati iscritti nel registro degli indagati anche la moglie e il figlio dell’ex barbiere di Racale, il 78enne V.R., a sua volta formalmente accusato di aver rapito Mauro nel pomeriggio del 21 giugno 1977. Il figlio dell’ex barbiere avrebbe negato al Pm di aver assistito al rapimento di Mauro, all’epoca suo compagno di giochi, mentre 15 anni fa alla madre di Mauro avrebbe raccontato di aver assistito alla scena dell’arrivo di due uomini  nella loro casa di campagna a bordo di un auto. A sua volta, la madre avrebbe negato agli inquirenti di essere stata presente in quella casa insieme ai bambini e al marito.

Quest’ultimo sarebbe dunque l’amico di famiglia che Mauro chiamava “zio” e di cui si fidava e che quel giorno di 43 anni fa fece salire il piccolo sul suo moto Ape per condurlo in un luogo appartato, forse in una campagna in località Castelforte, nel territorio di Taviano. Ma se il presunto sequestratore avrebbe un nome, restano ancora tanti i punti da chiarire, ad iniziare dall’identità dei due uomini che avrebbero prelevato Mauro successivamente per condurlo chissà dove.