Maurizio D’Amico venne ucciso nel 2001 in Svizzera: dopo 18 anni si cerca ancora il colpevole. Disposta una nuova perizia

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Lecce, aula tribunale

Miggiano – Una perizia sulle impronte digitali, rilevate a suo tempo sulla scena del crimine, potrebbe fare luce sull’omicidio di Maurizio D’Amico, il cui corpo senza vita venne ritrovato il 17 settembre del 2001 nella sua abitazione di Adliswil, in Svizzera. L’uomo assassinato, originario di Serrano (frazione di Carpignano Salentino) aveva 26 anni: imputato del delitto resta il 44enne di Miggiano R.P. che condivideva l’appartamento con D’Amico.

Sono stati i giudici della Corte d’Assise di Lecce a conferire l’incarico ad un esperto in rilievi di impronte digitali per provare a stabilire cosa accadde di preciso quella notte di 18 anni fa nel cantone di Zurigo. Il lungo processo si celebra a Lecce dopo la trasmissione degli atti da parte dell’Ufficio federale di giustizia di Zurigo (il dibattimento ebbe inizio nel novembre 2014 con la prima udienza presieduta da Roberto Tanisi).

L’arresto a Natale 2012    

Il 2 novembre 2001 fu la polizia elvetica a spiccare un ordine di arresto internazionale nei confronti dell’imputato, arrestato molti anni dopo, nel Natale 2012, dagli agenti del Commissariato di Taurisano. Secondo l’accusa, il 44enne di Miggiano, insieme ad un complice, avrebbe ammazzato D’Amico strangolandolo con una sciarpa intorno al collo, per poi appiccare fuoco al letto dove giaceva. Dopo l’omicidio, l’imputato si sarebbe, inoltre, impossessato del bancomat del coinquilino tentando di effettuare alcuni prelievi.

Molti sono però i lati oscuri della vicenda che, anche per questo, si trascina da tanti anni nelle aule di giustizia. La prossima udienza è fissata per il 23 febbraio.