Matino & Parabita, primi contatti pubblici e ipotesi di fusione nell’incontro a Matino; domani si replica a Parabita

Giovedì 5 settembre nuovo incontro a Parabita presso il cortile del liceo artistico di via Fiume

1699

Matino – La strada è lunga e forse più che altrove in salita, ma quello della fusione tra Parabita e Matino è un processo che potrebbe davvero riscrivere le sorti delle due comunità. E se sui social, e pure nelle piazze vere, si ironizza sulle eventuali conseguenze di tale processo, in realtà in ballo ci sono nuove risorse per scuole, piazze, strade e opere pubbliche, risparmi sulle tasse e sulla spesa pubblica e le tante opportunità che solo la “pioggia dorata” di finanziamenti previsti dalla legge per i Comuni che scelgono la via dell’accorpamento amministrativo possono dare.

Il 30 settembre Un primo traguardo potrebbe essere rappresentato dalla richiesta alla Regione, a firma dei due enti, di uno studio di fattibilità da presentare entro il 30 settembre prossimo. Data troppo vicina, a detta di quacuno.

Domani l’incontro pubblico a Parabita

Lo ha chiarito il primo incontro pubblico sul tema che si è tenuto martedì 3 settembre al palazzo Marchesale di Matino, mentre giovedì 5 si replicherà a Parabita, alle 18.30 presso il cortile del liceo artistico di via Fiume. L’iniziativa è opera del Comitato spontaneo intercomunale Matino – Parabita, un gruppo di cittadini presieduto da Giuseppe Romano (di Matino) e Marcello Seclì (di Parabita) che vista la grande attualità del tema fusione, con le nozze amministrative già celebrate nel Capo di Leuca tra Presicce e Acquarica, ha pensato di aggregare le forze per cercare di capire se lo stesso iter può essere applicato anche alle due città.

IL “PIATTO DELLA BILANCIA”

Marcello Seclì

«Siamo qui per capire e ragionare sui dati – ha spiegato il vicepresidente Marcello Seclì – per mettere sul piatto della bilancia vantaggi e svantaggi di un’eventuale fusione. Non ha senso ragionare per stereotipi o per sentito dire: bisogna sedersi intorno ad un tavolo con uno studio di fattibilità in mano che chiarisca a tutti le idee. Poi liberamente ma con cognizione di causa, decideremo». Decisione, si specifica, che passerebbe sempre e comunque dai cittadini che sarebbero chiamati a dire la loro in un referendum.

Il percorso previsto dalla legge regionale e i tempi

Luigino Sergio

A chiarire i diversi passaggi burocratici del processo di fusione è stato il prof. Luigino Sergio, esperto in pubblica amministrazione ed enti locali, con un’esperienza ventennale da sindaco di Martignano ed ex presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa salentina.

«Il processo – ha spiegato Sergio – inizia da uno studio di fattibilità, il cui costo è a carico della Regione Puglia, per la cui redazione si dovrebbe attendere circa un anno. Questo documento, per poter procedere, dovrà capire se esiste una sostenibilità tecnico-organizzativa, economico-finanziaria e politico-istituzionale di una possibile fusione tra i Comuni di Parabita e Matino, informando le comunità di riferimento di tutti i suoi aspetti positivi e eventualmente di quelli negativi».

L’analisi così composta passerebbe poi al vaglio dei due Consigli comunali, che dovrebbero approvare entrambi (a maggioranza qualificata dei due terzi) il passaggio al grado successivo. A questo punto, la richiesta arriverebbe alla Regione Puglia, cui fa capo tutto il percorso, che convocherebbe un referendum per sentire il parere dei cittadini.

In caso di vittoria del “Si” (si dovrà raggiungere la maggioranza in ognuno dei due centri) la Regione potrebbe avviare il processo di fusione, preparando una Legge che dichiarerebbe estinti i Comuni originari, istituendo il nuovo Comune, il cui nome verrebbe deciso sempre attraverso referendum popolare. In caso di vittoria del “no” il processo di interromperebbe e non sarebbe più avviabile per i cinque anni successivi.

LE PROSPETTIVE DI UN’UNICA GESTIONE 

“Una unica gestione”, hanno ricordato i relatori, significa più servizi e meno costi, a partire da quelli della politica. «Il processo di accorpamento è una riorganizzazione della macchina amministrativa – ha chiarito ancora il comitato intercomunale – e va visto come la fusione di due Comuni, non di due comunità».

I tagli finanziari ai due Comuni «In 10 anni – ha continuato il prof. Sergio – i fondi statali arrivati a Matino sono diminuiti di più di un milione di euro, passando dai 2,5 milioni del 2010 al milione e 200mila euro del 2019, mettendo in difficoltà le casse comunali. Stesse sorti a Parabita. In caso di fusione, il nuovo Comune da oltre 20mila abitanti sommerebbe ai due vecchi trasferimenti statali (complessivamente circa 2 milioni di euro) anche un contributo straordinario di altri 2 milioni di euro l’anno per dieci anni ed un’ulteriore agevolazione della Regione Puglia di 136mila euro l’anno per cinque anni».

L’eventuale nuovo Comune, inoltre, avrebbe un accesso prioritario a tutti i bandi di finanziamento per dieci anni, vantaggio esteso anche ai privati, residenti nel nuovo Comune, che farebbero domanda di accesso ai fondi pubblici. Soldi che, stanti le ristrettezze economiche generali, oggi potrebbero davvero fare la differenza.