Mascherine e tute: cambiato il criterio di distribuzione alle Regioni seguito dalla Protezione civile. Il fabbisogno della Puglia.

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Lecce – Lunga riunione questo pomeriggio in videoconferenza tra Protezione civile e Regioni per stabilire la ripartizione dei Dispositivi di protezione individuale (Dpi), vale a dire mascherine dei vari tipi, tute ed altro materiale protettivo da distribuire tra coloro che stanno svolgendo servizi essenziali, come medici, personale sanitario, 118, medici di famiglia e farmacisti. Cambiati i criteri romani.

Vi ha partecipato il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che in una nota rimarca che “anche oggi il fabbisogno di Dpi non è stato coperto dagli invii della Protezione civile nazionale”, rilanciando la critica alla Protezione civile di mancato accoglimento delle richieste motivate della Puglia.

Le nuove direttive

“È stato concordato un criterio – ha affermato Emiliano – che tenga conto del numero complessivo del personale socio-sanitario, comprensivo quindi di tutto il personale degli ospedali pubblici, privati ed ecclesiastici, ma anche di tutti i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, i medici della continuità assistenziale e tutto il personale socio-sanitario coinvolto nella gestione delle oltre 130 strutture per la cura degli anziani”.

“Questo criterio  – ha continuato il Presidente della Regione – dovrebbe mitigare gli effetti disastrosi del criterio che fino ad oggi la Protezione civile si è data, senza condividerlo con le Regioni, di ripartire i Dpi secondo il numero dei contagiati. Abbiamo anche precisato che il criterio suddetto va anche corretto calibrandolo al numero della popolazione, per evitare che le regioni con il minor numero di dipendenti vengano penalizzate rispetto ad altre a parità di abitanti”.

Numeri discordanti tra Regione e Pc

In una nota da Bari la Regione ricorda che il proprio fabbisogno giornaliero è di 21.350 tute; mascherine ffp2 33.500; mascherine ffp3 33.500. Da Roma fra ieri e oggi sono giunte 62.740 mascherine  tipo ffp2 e  1.335 del tipo ffp3. Inoltre sono arrivate 112.600 mascherine chirurgiche e 36mila mascherine tnt non chirurgiche. Nessuna tuta.

Evidente la discordanza qualitativa e quantitativa fra fabbisogno dichiarato dalla Regione e materiale rinviato dalla Protezione civile. Si vedrà nei prossimi giorni se il nuovo criterio di ripartizione sanerà questa dicotomia.

Da annotare infine che dei ventilatori polmonari, essenziali in Terapia intensiva e che la Regione chiede in numero di 408, ne sono arrivati 16.