Maglie, progetto “Posso prima io?” e assistenti di familiari disabili e puerpere evitano le code

376

Maglie – Un passo avanti nella prassi quotidiana per chi si prende cura  di un familiare disabile  e per le donne in stato di gravidanza: con un pass potrà avere la precedenza nell’accesso agli uffici pubblici e agli esercizi commerciali. È quanto è stato deciso dall’Amministrazione comunale con la  delibera “Posso prima io?”.

Chi si prende cura di familiari con gravi disabilità e le donne in attesa potranno munirsi di un pass  rilasciato dal Comune dopo la presentazione ai Servizi sociali di un modulo di domanda  (corredato dai documenti necessari tra cui copia del verbale di invalidità del familiare). Il modulo può essere ritirato presso il presidio temporaneo della Protezione civile, al piano terra della sede municipale di piazza Aldo Moro, oppure scaricato dal sito web www.comune.maglie.le.it

L’esame del Servizio sociale

Sarà il Servizio sociale a valutare le istanze e a consegnare il pass agli aventi diritto. «Si tratta – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali Maria Grazia Maggiorano (foto) – di un servizio fortemente richiesto dal territorio, dalle donne in gravidanza e da associazioni che  ruotano intorno al mondo della disabilità. Sono già arrivate le domande che saranno esaminate al più presto». Sui social, infatti, tempo fa era stato sollevato il problema e il successivo dibattito aveva suscitato molto consenso.

“Anche qualche Comune vicino appare interessato all’iniziativa –  conclude l’assessore – a riprova della bontà dell’ intervento». In effetti la medesima campagna di sensibilizzazione a favore dei caregivers è stata varata con successo in provincia di Taranto, in modo particolare nell’Ambito sociale di Grottaglie.

In attesa della legge nazionale

“Posso prima io?” costituisce un piccolo passo in attesa che a livello nazionale venga discussa e approvata la legge a favore di coloro che prestano le loro cure ai familiari più fragili. Sono davvero in tanti, definiti con un termine inglese “caregivers”.

Secondo una recente indagine Istat i caregivers in Italia sono oltre il 17% della popolazione, circa 8,5 milioni. Di questi almeno 7,3 milioni (14,9%) sono familiari. Altri dati confermano che a prendersi cura sono soprattutto donne delle quali il 30% ha un’età inferiore ai 45 anni; il 40% ha tra i 46 e i 60 anni; il 60%  è disoccupato. La precedenza all’accesso ai pubblici uffici a gli esercizi commerciali è il minimo che possa essere loro concesso.