Ludopatie e dintorni, dalla diocesi un aiuto col progetto “Non m’illudo”. Numeri pesanti a Maglie, Casarano, Nardò e Gallipoli

1540

Nardò – È stata avviata nei giorni scorsi dalla Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli, grazie ai fondi dell’8 per mille, un’imponente campagna di sensibilizzazione contro il triste fenomeno della ludopatia.

I recenti dati forniti dalla Prefettura di Lecce indicano cifre allarmanti, anche nel territorio diocesano di Nardò-Gallipoli. Basti pensare che Maglie è al primo posto seguita da  Casarano (dove si spendono per gioco 1.863 euro pro-capite in un anno). Poi ci sono  Nardò con 1771 euro e Gallipoli con 1437 euro a testa.

«Il progetto “Non m’illudo” – spiega il direttore della Caritas diocesana don Giuseppe Venneri – al momento consiste in una campagna di sensibilizzazione al problema, anche a mezzo di manifesti 6 x 3, e di sostegno a quanti si rivolgeranno a noi per aiuto: quanti si riconoscono vittime di questo problema, possono contattarci nei nostri Centri di ascolto, ma anche, per chi voglia garantirsi l’anonimato, interagendo col sito della Caritas diocesana mailto:info@caritasnardogallipoli.it».

Pubblicità

“Se pensi che tu, un tuo familiare o un conoscente abbia bisogno di aiuto per uscire da questo problema non esitare a contattarci”, è l’appello pressante del manifesto. Intanto gli operatori Caritas si stanno preparando, seguiti da un pool di esperti della materia, tra cui psicologi, psicoterapeuti, avvocati, commercialisti: insomma, la  sfida alla ludopatia, nella diocesi di Nardò-Gallipoli guidata dal vescovo Fernando Filograna è aperta.

A coordinare il servizio e a interloquire con le istituzioni pubbliche sarà il direttore della Caritas don Giuseppe Venneri, che non manca però di rivolgere “un sincero e doveroso grazie, come sempre, a tutti gli operatori del Centro di ascolto diocesano, che, con dedizione e carità cristiana offrono la loro grande preparazione per accogliere, orientare e accompagnare quanti si rivolgono a noi. E poi –conclude don Giuseppe – grazie anche e soprattutto agli operatori delle parrocchie, ai parroci e a tutti quei professionisti che donano gratuitamente il loro tempo prezioso».

Pubblicità