Scorrano – Luci e colori della festa entrano nelle corsie d’ospedale per portare un sorriso ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria del “Veris Delli Ponti” di Scorrano. Venerdì 26 aprile alle 9.30 è in programma la conferenza stampa di presentazione del progetto “Pediatrie in festa” che prevede l’allestimento delle classiche luminarie all’interno del reparto proprio nel paese noto al mondo per le sue illuminazioni artistiche.

michele emiliano

Saranno presenti il presidente della Regione Michele Emiliano, il commissario straordinario della Asl lecce Rodolfo Rollo ed il direttore dell’Unità di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Scorrano Carmelo Perrone che insieme a tecnici ed esperti illustrerà i contenuti del progetto. Presenti anche i volontari dell’associazione “Portatori sani di sorrisi ets” con il presidente Pierangelo Muci.

«L’obiettivo – fanno sapere i promotori – è quello di umanizzare le cure pediatriche portando la cultura del sorriso in tutta l’attività assistenziale». Alle 11.30 è prevista la visita in reparto con l’accensione delle luminarie.

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L’iniziativa giunge pochi giorni dopo quello che può definirsi un piccolo-grande record visto che dallo scorso martedì, in poco più di 24 ore, nel reparto di Ostetricia sono venuti alla luce ben undici bambini.

«Il progetto “Pediatrie in festa” – fa sapere Pierangelo Muci – è nato nel 2014 al “Santa Caterina Novella” di Galatina e prevede l’umanizzazione dei reparti ospedalieri creando e attrezzando ambienti con decori adatti ai piccoli ospiti. L’obiettivo, insieme ad altri progetti paralleli, è quello di sdrammatizzare l’ospedalizzazione e la vita in reparto dei bambini. le luminarie sono l’emblema della festa e danno colore e calore agli ambienti richiamando momenti di spensieratezza».

Rodolfo Rollo

«Nella Pediatria di Scorrano – afferma il dr. Perrone – stiamo svolgendo un lavoro importante per rendere il polo pediatrico salentino all’avanguardia in Puglia». Da parte sua il commissario Rollo (foto) sottolinea come la Asl stia lavorando “non solo per cambiare l’aspetto dei reparti ma anche per mutarne la prospettiva, a partire proprio dai bisogni e dalle necessità dei pazienti, in particolare quelli più fragili come i bambini”.

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