Lsu da stabilizzare, l’opposizione tuona a Nardò: “Lesi i diritti delle lavoratrici. Il bando è da revocare”

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Consiglieri di opposizione Nardò

Nardò – «Il bando per l’affidamento del servizio di trasporto scolastico venga revocato»: sono i consiglieri di opposizione neretini ad avanzare la richiesta all’Ammistrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Mellone.

«La gara contiene riferimenti “impropri”. Calpestati i diritti delle lavoratrici socialmente utili, a cui il Comune aveva promesso la stabilizzazione», scrivono in una nota Lorenzo Siciliano, Paolo Arturo Maccagnano, Paola Mita, Daniele Piccione, Antonio Vaglio, Carlo Falangone, Luigi Venneri, Giancarlo Marinaci e Roberto My.

Gli “errori” del bando

Già lo scorso 28 settembre la “platea storica” delle lavoratrici L.S.U. del Comune di Nardò hanno chiesto formalmente all’Ente la revoca di tale bando di gara, che interessa i  prossimi cinque anni (cioè gli anni scolastici dal 2020/2021 al 2024/2025).

«Si tratta di un bando che contiene profonde discrasie rispetto all’applicazione della clausola sociale nei confronti dei lavoratori. Difatti – spiegano i consiglieri comunali di opposizione – il riferimento contenuto nella gara relativamente alla stessa clausola sociale di cui all’art. 50 del codice degli appalti è da ritenersi improprio poiché, come è noto, la norma prevede la stabilità del personale impiegato e non è applicabile ai lavoratori attualmente impegnati nel servizio che non siano già dipendenti dell’ente».

“Lsu dipendenti private”

La minoranza ritiene pure “fuorviante” il riferimento al contributo della Regione Puglia nell’ipotesi di stabilizzazione delle lavoratrici,”poiché detto contributo è previsto solo in caso di stabilizzazione alle dipendenze del Comune”. L’accusa dell’opposizione, in sostanza, è quella che le lavoratrici socialmente utili sarebbero dovute essere stabilizzate come dipendenti comunali, “invece l’Amministrazione comunale le ha fatte “rientrare” in un bando per il trasporto scolastico e altri servizi”.

Se il bando non verrà revocato, quindi, “le lavoratrici diventeranno di fatto dipendenti di aziende private”. Da ciò la proposta di delibera avanzata dalla minoranza al Consiglio comunale per richiedere formalmente l’annullamento del bando. «Fra l’altro – conclude la nota – tutto ciò avviene dopo una dichiarazione pubblica resa dall’Amministrazione comunale due anni fa, con la quale il sindaco Mellone e l’assessore al Personale Gianpiero Lupo annunciarono il loro impegno a stabilizzare le lavoratrici stesse all’interno della pianta organica comunale. Un impegno, come sempre, fatto di sole parole».