L’ospedale di Gallipoli e i lavori che non procedono: il caso del Centro immunotrasfusionale. Gli effetti sui donatori e su Casarano

1348
Ospedale Gallipoli

Gallipoli – Tre reparti senza primari; carenze di servizi e di personale e con un problema che sta diventando vecchio: è la volta del Centro immunotrasfusionale chiuso a giugno scorso (prima ancora dell’indizione della gara, avvenuta solo il 9 agosto successivo) per lavori di adeguamento, e trasferito in locali al sesto piano.Tra le proteste, quella della Fidas provinciale, principalmente sui ritardi registrati.

Lo mette in luce l’associazione “Sacro Cuore di Gesù – Ospedale dell’Arco jonico salentino” presieduta da Giacinto Scigliuzzo. E’ sua la firma della “lettera aperta” sul caso e inviata al commissario straordinario dell’Asl Lecce, Rodolfo Rollo, preoccupato per la lentezza dei lavori, nonostante  i disagi per i donatori volontari: dopo Monopoli, il centro di Gallipoli è tra i più frequentati e apprezzati.

Un lungo itinerario burocratico Come si ricorderà, il lungo iter procedurale durato circa nove mesi, si è concluso ad aprile scorso. I lavori di adeguamnto del Centro sono stati assegnati alla ditta Ecoverde srl di Lecce per un importo di 240.533 euro, oltre iva e 13.526 euro di oneri per la sicurezza.

Ci permettiamo di scriverle – dice Scigliuzzo nella lettera – per segnalarle un problema di ritardi, fiduciosi di un suo cortese risolutivo intervento su problemi che lei conosce meglio di noi. Probabilmente, però, non conosce i ritardi che si registrano sul versante dei lavori più o meno in corso nel presidio”

Giancinto Scigliuzzo

Segnalazioni sui ritardi In primo piano l’associazione mette quelli relativi al Centro immunotrasfusionale: “I lavori procedono a rilento: oggi solo un paio di operai, dopo lunghi giorni di fermo totale. E’ superfluo sottolineare – aggiunge l’associazione – le problematiche connesse con tale situazione, che per altro si protrae dallo scorso giugno, atteso che il servizio è incomprensibilmente inattivo da allora, sostituito da un piccolo presidio medico senza oggettiva possibilità d’intervento”.

Gli effetti a catena “Le problematiche sono riconducibili innanzitutto alla necessità di prelevare quotidianamente e più volte al giorno le sacche di sangue dal presidio di Casarano (e a non voler parlare di costi, rimangono i disagi); inoltre, ci sono ripercussioni negative anche sulle donazioni di plasma e piastrine, atteso che gli emocomponenti non possono essere prelevati. Una situazione che si aggraverà con il sopraggiungere della bella stagione”.

In arrivo intanto c’è l’estate e i picchi di richieste di sangue. “Sarebbe pertanto necessaria – insiste Scigliuzzo – la massima efficienza del Servizio, ed invece i lavori di ristrutturazione del reparto sono infine iniziati (dopo molti solleciti) da alcune settimane e, malgrado la grave situazione lamentata, nell’esecuzione delle opere non si riscontrano né continuità, né velocità”.

Il settore Necroscopico Infine “sono sospesi per motivi ignoti i lavori di realizzazione di un adeguato Settore Necroscopico; motivo per cui non si raggiunge mai l’obiettivo del completamento dell’opera, benché pare che manchi molto poco per l’ultimazione dei lavori stessi”.