Londra Monaco Parigi non hanno più segreti

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I ragazzi del Nautico a Londra, sullo sfondo il Tamigi e il Big Ben

Gallipoli. È ampio l’orizzonte dei ragazzi del “Vespucci” che ormai guardano al di là delle Alpi. Sono 6, infatti,  i corsi realizzati tra settembre e ottobre per quattro settimane: “English for us” a Londra, “Deutsch für uns” a Monaco di Baviera, “Nous en France” a Parigi. In Italia, invece “Navigare per imparare” a Pescara, “Io e il lavoro” a San Teodoro (Sardegna), “Vivo l’azienda” a Cannigione (Sardegna). Vi hanno partecipato 90 studenti dei tre indirizzi di studio accompagnati da 19 docenti: Fernanda Stasi, Lorella Gaballo, Maria Rosaria Musardo, Claudio Botrugno (“Nous en France”);  Maria Soave Zuccaro, Roberto Ciardo (“English for us”); Edoardo Minerva,  Rossella Ammassari, Enrico Preite (“Deutsch Für Uns”); Vincenzo Natali, Giuseppina Balbi (“Navigare per Imparare”); Pasquale Cataldi, Rosa Avitabile, Caterina De Mitri, Paolo Buccarello (“Io e Il Lavoro”); Maria Stella Scarmozzino, Aldo Carrozzo, Nunzio Nascente, Sandra Casole (“Vivo l’azienda”). Il coordinamento è stato curato da Rosa Avitabile, Claudio Imperiale e Giuseppe Stapane. Soddisfatto dei risultati il dirigente Antonio Fachechi. Ma non lo sono meno i ragazzi.

“Un’occasione unica!  è il commento di Giulia Passabi (V Capitani); per  Matteo Marsano (V Capitani) è  “Esperienza utile per la nostra formazione; Luigi Tornesello parla di “esperienza interessante utile per la nostra crescita e per la convivenza con gli altri.” Ilenia Trani (IV Capitani) definisce l’esperienza “Una porta aperta sul futuro”. Ismaele Elia (IV Apparati e impianti marittimi) ha  ammirato “monumenti, piazze e bellissimi posti” e ampliato il vocabolario inglese e si è relazionato con “le persone che parlano un’altra lingua”. Sara Tedesco  (V Turistico) dice di aver  “Perfezionato il lessico della lingua francese, e conosciuto nuove culture e stretto nuove amicizie”. Ma non mancano le critiche. “Esperienza utile ed efficace” – dice Serena Cartani  della V Apparati e impianti marittimi, ma i problemi sarebbero “l’inizio tardivo  (meglio il periodo estivo) e gli stagisti selezionati non in maniera severa seguendo requisiti ottimali”. Per un mese a Monaco di Baviera i ragazzi delle classi  Turistico per “Deutsch für uns” si sentono “più europei e un po’ meno italiani” Ma si pongono una domanda:«Perché in Italia le cose non funzionano come in Germania?»”