L’oasi nel deserto di questa Pasqua 2021

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Ieri Venerdì Santo, oggi vigilia di Pasqua e domani Pasqua, veloci e azzerate in questo tempo di covid.

Le tradizioni sono ferme, in attesa spiano tempi migliori da dietro la tenda del mondo.
Era partecipata la processione del Venerdi Santo: tutti a preparare le postazioni della Via Crucis, ognuno allestiva il suo altarino nell’angolo migliore di fronte casa, spazzato e ornato con le festose e alte calle bianche del Salento.

I ceri rossi e i merletti piu belli, odorosi di naftalina, tolti dalle casse di corredo, i migliori.
In fila, in silenzio a meditare il dolore del Cristo sotto la croce pesante e il passo lento di Maria, sua madre, vestita di nero e avvolta nel pianto. Al passaggio baci a mani aperte e inchini, piccoli colpi di tosse per confondere la timida devozione come fossimo fanciulli disorientati. Il coro dei fedeli snocciolava chicchi di rosari e il cuore era sazio di tanto amore, mentre annunciava la festa, quella del sole, dei suoni, della Resurrezione, della Pasqua.

E domani attenderemo ancora sul selciato odoroso dei nostri rovi, il passaggio e il suono, pronti a salpare verso la vita, quella fatta di sorrisi a mezzo labbro, di sorrisi aperti, di fede e attendere l’alba.

Alba

Mi porto quest’altra
cucita sul cuore,
quest’emergere di colori,
tremuli e vaghi, all’apparire del sole.
E come un neonato appena sbucato
in un mondo di luce anch’io
a tentoni
spingo le mani avanti per orientarmi.

Cosimo Russo
(da “Per poco tempo”, Manni, San Cesareo di Lecce 2017)

Luigina Paradiso – Gagliano del Capo