Lo dicono le Carenule, a volte ci azzeccano

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Le previsioni meteo  con un buon grado di attendibilità non possono andare al di là di una settimana e abbiamo tutti i mezzi in grado di tenerci informati ad horas tanto che a volte se uno segue i programmi televisivi ha la netta sensazione che gli argomenti che più interessano gli italiani sono le condizioni meteo, appunto,  e la cucina. C’era un tempo in cui dominava la civiltà e la cultura contadina, quando invece degli orologi si guardava il sole, quando addirittura si facevano previsioni a lungo termine e di solito si coglieva nel segno. E’ il caso delle “Carenule”,  antico procedimento che permette di conoscere in anticipo le condizioni meteo locali dei mesi dell’intero anno in base a quelle che sono le condizioni del  tempo  dal 13 dicembre al 6 gennaio.  Si parte  dal 13 dicembre, S. Lucia, iniziando a contare però  dal 14,  e si arriva fino al 6 gennaio. I primi dodici giorni dal 14 al 25 dicembre costituiscono una specie di bilancio consuntivo dell’anno che sta per finire (il 14 corrisponde a gennaio, 15 a febbraio, il 16 a marzo, e così via fino al 25 che corrisponde a  dicembre). Dal 26 dicembre cominciano le vere e proprie previsioni: si conta a ritroso, quindi il 26 corrisponde a dicembre del 2013, il 27 a novembre, il 28 a ottobre e così via fino al 6 che che ci fa tornare di nuovo a gennaio.  Se quindi il 26 dicembre sarà piovoso, presumibilmente lo sarà il mese di dicembre 2013.

E che cosa c’entrano le carenule cioè le calendule con tutto questo? Le calendule sono un fiore invernale, che non solo illuminano di giallo le campagne e hanno proprietà decongestionanti (viene ricavata un’ottima crema ) ma annunciavano con la loro corolla il tempo della giornata. Se si schiudono all’alba, il tempo sarà sereno, se dopo la levata del sole, sarà variabile, se la loro corolla non si apre proprio, temporale in vista. Da qui il nome al primo sistema salentino di previsione a lungo termine.