L’informazione iperlocale ha “enormi potenzialità”

1050
Il direttore Fernando D’Aprile

Piccole televisioni, non tanto quelle classiche in acuta crisi, quanto quelle via web (ce ne sono di molto attive a Parabita, Galatone, Taviano); siti di gruppi più o meno piccoli, dalla religione allo sport, al divertimento e alla politica; giornali di notizie, su carta, con un proprio sito e con pagine sui principali social network come Facebook: si direbbe che, nel corso di questa nuova rivoluzione del sistema dei media, piccolo è diventato di nuovo bello. Anche il recente Festival internazionale del giornalismo di Perugia, il 13mo della serie, si è soffermato molto sulla informazione “iperlocale”, come la chiamano gli studiosi e, per quest’area, come viene fisicamente rappresentata da “Piazzasalento”. Anche questo giornale vive di carta, del sito piazzasalento.it e di presenze su fb e twitter (campi in cui sono in arrivo notevoli novità).
Al direttore Fernando D’Aprile, che gli chiedeva un parere su questa specifica esperienza, uno dei guru internazionali presente al festival umbro, Mattew  Ingram ha risposto: «Le news iperlocali hanno una enorme potenzialità: le comunità vogliono essere informate, vogliono sapere cosa accade, dai servizi forniti dal Comune a quello che chiedono a voi, compresi gli orari delle messe! Sono i giornali intermedi che sono più in crisi, non essendo abbastanza grandi per competere e non abbastanza piccoli per essere importanti per una comunità». Diverse sezioni del Festival si sono soffermate proprio sul giornalismo locale, sul senso di appartenenza e di comunità, sulla necessità comunque del rigore informativo e della verifica delle notizie, magari a scapito della velocità. I problemi però ci sono: come far diventare un bussiness questa richiesta di informazione che, a detta di tutti, ha un grande futuro?