L’inchiesta sul Sindaco di Visso per i fondi pro terremotati fa rumore pure a Nardò: gli furono consegnati 15mila euro. Ma con bonifico

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Nardò – Fa rumore anche a Nardò la vicenda giudiziaria che in queste ore ha coinvolto il sindaco e senatore leghista di Visso (Macerata), Giuliano Pazzaglini, accusato dalla Procura della Repubblica di vari reati contro la Pubblica amministrazione legati a donazioni ricevute dalla sua città dopo il sisma del 2016. Anche a Nardò ci fu una raccolta di fondi pro terremotati.

Al momento a Pazzaglini viene contestato il reato di peculato per via di circa diecimila euro consegnati due anni fa da alcuni donatori direttamente nelle mani del Sindaco. Della somma, secondo i magistrati inquirenti, non c’è traccia sui conti correnti del Comune.

Ma la notizia è seguita anche a Nardò perché proprio in città due anni fa (5 febbraio 2017) un gruppo di volontari organizzò in piazza Salandra “Nardò per il Centro Italia”, evento a sostegno del Comune di Visso colpito dal terremoto. Fu una serata molto partecipata tra intrattenimento, gastronomia e asta di oggetti, con tanto di concerto finale. Il successo fu tale che la cifra raccolta fu di quasi 15mila euro e il Sindaco di Visso, oggi indagato, giunse a Nardò per ringraziare tutti della generosità.

Diversi neretini in queste ore hanno manifestato il timore che anche quella bella pagina di solidarietà neretina possa finire nell’inchiesta marchigiana. Ma forse non sarà così. A rassicurare tutti è Roberto De Pace, che di quell’iniziativa fu l’ideatore. «A quanti in queste ore – scrive De Pace – si siano sentiti coinvolti dalla notizia riguardante il senatore Pazzaglini e le indagini della Procura di Macerata sul suo conto, diciamo che non c’è nulla da temere. In nome della massima trasparenza che due anni fa ha contraddistinto l’intera raccolta fondi, vi ribadiamo che la somma allora raccolta grazie alla grande solidarietà dimostrata da i neritini, è stata versata esclusivamente sul conto del Comune di Visso”.

Ferma restando la nostra fiducia nei confronti del Primo Cittadino marchigiano – conclude De Pace a nome dell’associazione “Quelli del 5 febbraio” – ci tenevamo ad eliminare ogni eventuale e legittimo dubbio». Insomma, la somma frutto della generosità dei neretini sarebbe ben al sicuro sui conti ufficiali del Comune colpito dal sisma”.

(Nella foto il gruppo dei volontari e la ricevuta del bonifico)