Lidi da smontare a Gallipoli, il Comune dà i “15 giorni” ai gestori: pronti i ricorsi al Tar

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Gallipoli – Titoli autorizzativi che scadono e lidi che si vedono notificate le ordinanze di rimozione delle strutture, quando ormai l’avvio della stagione balneare, fissato al primo aprile, è ormai alle porte. I tempi dell’attività (e della giustizia) amministrativa non sono quelli delle stagioni e a Gallipoli e ritorna, dunque, il tormentone delle strutture balneari dichiarate abusive.

Dal 22 al 26 febbraio scorsi, il responsabile del settore Urbanistica ed edilizia ha firmato otto ordinanze di sgombero per lidi siti lungo la litoranea a nord e sud della città, dal Pizzo a Rivabella. Sono stati gli agenti di Polizia locale a rilevare, il 23 e 25 novembre, come tali strutture non abbiano rispettato la data del 31 ottobre per la rimozione. Per questo, a tutti vengono concessi 15 giorni per il ripristino dello stato dei luoghi.

Pronti i ricorsi

Cosa che difficilmente accadrà visto che tutti i gestori si dicono pronti a ricorrere al Tar per far valere le proprie ragioni, anche alla luce  dei recenti decreti del Governo emessi per la pandemia in corso che consentirebbero la proroga fino al 31 aprile del termine per lo smontaggio, fissato dal decreto “Salvalidi” al 31 dicembre scorso. Ad avallare tale tesi ci sono anche delle  interpretazioni fornite da alcuni legali ai gestori. Questi ultimi chiedono anche un incontro con Massimo Bray, assessore regionale alla Cultura, Turismo, Sviluppo e Impresa turistica.