Lidi da chiudere, gestori infuriati. Il Prefetto chiama tutti per il 27

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lido piccolo gallipoliGALLIPOLI. Il gran bisticcio degli stabilimenti balneari da smontare a fine stagione. Un groviglio di provvedimenti contrapposti che riporta in auge la questione sempre più spinosa. E mentre il Tar ha già legittimato da tempo il mantenimento delle strutture amovibili sull’arenile per tutto l’anno, ci ha pensato il Consiglio di Stato, a macchia di leopardo, a ribaltare quella vittoria incassata da molti dei gestori dei lidi gallipolini.
Erano stati proprio alcuni gestori gallipolini che a suo tempo avevano proposto ricorso, tramite il legale di Federbalneari, Danilo Lorenzo, alle prescrizioni imposte dall’ufficio demanio del Comune e soprattutto ai limiti imposti dalla Sovrintendenza ai beni paesaggistici e ambientali e dal ministero dell’Ambiente, che ribadivano il carattere stagionale dei pareri rilasciati a corredo dei permessi a costruire e alle relative autorizzazioni sul demanio.

E ora si torna al punto di partenza. In buona sostanza una volta terminata la stagione regolamentata dall’ordinanza balneare regionale è tempo di smontare tutto. Entro la fine di ottobre. Per poi rimontare chioschi e strutture in legno nella prossima stagione partendo dal 1 aprile e sino al 31 ottobre.
Un bisticcio autorizzativo sul quale il Comune non può fare altro che dare esecuzione a quanto disposto dalle sentenze del Consiglio di Stato che hanno già ribaltato alcune  decisioni del Tar (per altre si attende ancora il pronunciamento) per il mantenimento dei lidi tutto l’anno. E in caso di inadempienza da parte dei gestori, ovviamente la previsione è quella di una rimozione “forzata”.

Per fare il punto della situazione che interessa l’intera categoria dei balneari salentini, e non solo la questione Gallipoli, anche il prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta ha promosso un incontro per il 27 ottobre prossimo, in Prefettura, per affrontare da vicino e affrontare la problematica.
Sul litorale gallipolino ora con alcuni stabilimenti già smontati, rimangono invece in piedi quelli più strutturati e che hanno investito non poco fronte mare e che intendono proseguire nella loro battaglia: «C’è un paradosso normativo inspiegabile – eccepiscono i gestori dei lidi – come mai si fa leva sull’impatto ambientale delle strutture amovibili in legno per cinque mesi invernali e lo stesso non vale per i mesi estivi?»