Licia Colò per la prima volta a Gallipoli, al convegno sul Creato: “Centro storico stupendo, ma quante auto!”

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Gallipoli – È la prima volta che viene nella “Città bella” la nota conduttrice televisiva Licia Colò, invitata dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna, in occasione del convegno sulla custodia del creato tenutosi sabato 20 ottobre nel salone parrocchiale di San Lazzaro. “Luoghi stupendi e un centro storico da far invidia, con tutte quelle belle chiese”, è il commento della Colò alle domande di Piazzasalento prima dell’inizio dei lavori. Un appunto, però, lo fa ai gallipolini: “Tutte quelle auto che invadono il centro storico sono fuori posto, non danno tregua ai passanti e ai visitatori che magari vorrebbero fermarsi per qualche istante ad ammirare le bellezze del posto”.

In una sala gremitissima, dopo i saluti del direttore diocesano di pastorale sociale don Francesco Marulli (di Copertino) e di quello della Caritas don Giuseppe Venneri (di Nardò), la nota conduttrice ha parlato per oltre un’ora davanti a un uditorio interessato e attento, prima della veglia di preghiera presieduta da monsignor Filograna. Diversi i temi trattati, che hanno tratto spunto anche da spaccati della vita privata della Colò. Mai polemica, sempre sorridente e serena, si è detta “innamorata delle meraviglie del creato”, ma anche della sua famiglia (il marito Alessandro Antonino e la figlia quattordicenne Liala, entrambi presenti in sala).

Ambiente, clima e rifiuti fra i temi trattati – Partendo dall’inquinamento, e nello specifico dai recenti due incendi che hanno interessato Milano, la Colò ha affermato, tra il rassegnato e l’ironico: “Non ci si può difendere dall’aria inquinata. Almeno in questo, l’inquinamento è democratico perché colpisce tutti”. Né sono mancati i riferimenti a Papa Francesco, che ha definito “un grande uomo”, quando parla di “società dello scarto”, ma anche di rifiuti e di differenziata. “Mia figlia – proseguito la Colò – mi considera pedante quando insisto perché in casa si faccia la differenziata, ma proprio l’altro giorno, con lei presente, ho dovuto amaramente constatare che nella mia Roma umido, vetro, plastica e quant’altro venivano raccolti dallo stesso mezzo. Noi, però, dobbiamo continuare con la differenziata, è un fatto culturale”. Fra gli altri temi trattati, il surriscaldamento climatico e la scomparsa di diverse specie animali (circa il 70% in meno nell’ultimo secolo): “La Terra ha la febbre, la terra è un organismo, un organismo malato, e dunque occorre adottare urgentemente le terapie adeguate per riportarla in salute, prima che sia troppo tardi”.

L’invito rivolto ai gallipolini: “Siate consapevoli delle vostre scelte” – Così ha concluso la Colò, indirizzandosi a una città – Gallipoli, appunto – che fra turismo e pesca vive per un buon 70% (e forse anche più) di risorse naturali: “Noi siamo delle barchette che a volte navigano bene e a volte no, ma non dobbiamo demordere. Anzi, dobbiamo issare le vele per raggiungere il largo. Qualcuno sostiene che nei nostri ragazzi sia morta la speranza: non lo voglio sentire più, questo discorso”. E ancora, prendendo in prestito un messaggio di Papa Francesco, ha fatto riferimento ai Re Magi che arrivarono alla capanna di Betlemme guidati dalla stella cometa: Ognuno ha la sua stella, la cosa importante è non perderla di vista”.