Licenziati Gial Plast: primo giorno in azienda per due adetti gallipolini reintegrati dai giudici. Sollecito partito per gli altri

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Gallipoli – Primo giorno in azienda, la “loro” azienda da molti anni, per Luigi Carroccia e Sebastiano Caiffa, entrambi di Gallipoli. Sono i primi licenziati nel marzo scorso dalla Gial Plast, subito dopo l’arrivo della interdittiva antimafia della Prefettura di Lecce.

Carroccia, un veterano nel settore della raccolta dei rifiuti, e Caiffa, entrato nel 2010 (ma con una anzianità che risale al 2003) hanno ripreso il loro posto a far data dal 2 gennaio, attingendo intanto al monte ferie; il lavoro vero e proprio lo riprenderanno da martedì, dopo la prevista visita medica.

Il commissario giudiziario Massimo Bellantone, rientrato in sede oggi, ha rinnovato la richiesta al Tribunale di Lecce (che lo ha nominato mettendolo a capo della gestione aziendale) di procedere con le riassunzioni degli altri addetti in autotutela, visto l’ormai esplicito orientamento giurisprudenziale dei giudici di Lecce. I reintegri farebbero risparmiare spese legali alla società, rendendo superati i ricorsi in atto.

Un altro ricorso sarebbe stato accolto, con conseguente condanna della ditta, per un lavoratore dei trenta complessivi fuoriusciti dal ciclo produttivo in provincia di Lecce e Brindisi: lo ha comunicato egli stesso, augurando la stessa sorte ai suoi compagni, nel gruppo social attivato dal sindacato Cobas. Riguarda Luigi Toma di Parabita.

Non sembrano esserci novità invece sull’altro fronte, quello lombardo della Colombo Biagio srl, la ditta che ha vinto l’appalto nell’Aro 11 in associazione con la Gial Plast. Nonostante l’interdittiva antimafia della Prefettura di Monza-Brianza sia stata sospesa da Tribunale di Monza, l’azienda non ha per adesso attivato alcun reintegro.