Licenziati della Gial Plast: nuovo sit in di protesta e richiesta d’incontro in Prefettura dell’on. Palmisano

881

Gallipoli – Tiene ancora banco la vicenda dei netturbini licenziati a seguito della misura di interdittiva antimafia che ha colpito la loro aziende, alla quale il Tribunale ha poi sospeso tale misura nominando un controllore giudiziario.

Non mollano i sindacati Cobas che hanno fissato un novo sit in di protesta davanti ala Prefettura di Lecce e che hanno incassato una iniziativa dell’onorevole Valentina Palmisano che ha avanzato al prefetto Maria Teresa Cucinotta la richiesta di una formale riunione sul caso.

Protesta davanti alla Prefettura

I Cobas Puglia hanno intanto comunicato che il 22 ottobre prossimo saranno nuovamente in viale XXV Luglio a Lecce per un sit in di protesta dalle ore 9 alle 24 “per avere risposte certe sulla sorte di circa 30 operai e rispettive famiglie licenziati dalla Gial Plast”, l’azienda di Taviano impegnata da tempo nei servizi di igiene urbana e ambientale.

“Le chiedo quali siano Vostre determinazioni in merito al futuro dei 30 ex dipendenti della Gial Plast rimasti senza lavoro e, nell’occasione, Le chiedo un incontro in Prefettura con tutte le parti interessate”: si conclude così la lettera inviata dall’onorevole Palmisano (foto), di Brindisi, eletta nelle liste del Movimento cinque stelle.

La richiesta di un nuovo incontro

La deputata ricorda che ai circa 30 operai “lo scorso 8 maggio è stato comunicato il licenziamento a seguito della interdittiva antimafia emessa dalla S.V., ai sensi degli articoli 84 e 91 del decreto legislativo n. 159 del 2011, nei confronti della azienda loro datrice di lavoro”.

“A seguito di successivi ricorsi da parte della Gial Plast – scrive l’on. Palmisano – la magistratura ha accolto l’istanza di ammissione al controllo giudiziario dell’azienda e ha sospeso l’interdittiva antimafia. La Gial Plast, quindi, può̀ continuare ad operare senza limitazioni nel settore degli appalti pubblici, partecipando a ogni gara, stipulando contratti e offrendo i propri servizi alle Pubbliche amministrazioni”.

Il management dell’azienda tavianese, rimarca la parlamentare, “potrà̀ recuperare piena operatività̀, ma sarà̀ affiancato da un “controllore”, che dovrà̀ vigilare sul corretto prosieguo delle attività̀ di impresa. Nonostante ciò̀, i 30 lavoratori licenziati a causa della interdittiva antimafia non sono stati reintegrati, con pregiudizio dei loro diritti”.

In attesa di una convocazione Nella missiva si ricorda infine che “il sindacato Cobas è stato ricevuto in Prefettura lo scorso 8 agosto con l’impegno da parte Vs. di una nuova convocazione che sono in attesa di ricevere”. Dei licenziati, una decina fanno capo a persone di Gallipoli ed Alezio.