L’emigrazione, i canti del Sud Italia nel tour in Sud Africa di Rachele Andrioli e Rocco Nigro

Iniziativa dell'Istituto di cultura italiana di Pretoria

654
Rachele Andrioli e Rocco Nigro

Lecce – Proseguirà in Sud Africa, dal 24 novembre al 1 dicembre, il tour di presentazione di Maletiempu, il terzo lavoro discografico del duo composto dalla cantante Rachele Andrioli e dal fisarmonicista Rocco Nigro. Come i Muffx di Galatone e dintorni e l’Orchestra Notte della Taranta di Melpignano, un altro gruppo salentino porta in giro per il mondo i canti della tradizione del Sud Italia, interpretandoli con un personale e originale apporto.

Prodotto da Eraldo Martucci e dalla Dodicilune di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti per Fonosfere, Maletiempu è il nuovo lavoro dopo Maldimè e Maliè e verrà distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store online da Believe Digital. Il tour di Rachele Andrioli e Rocco Nigro è stato organizzato dall’Istituto italiano di Cultura di Pretoria e porterà il duo nelle principali città del Sud Africa, Pretoria, Krugersdorp, Sandton, Sasolburg, Gugulethu e Città del Capo.

Il ruolo dell’emigrazione “In questa nostra quotidianità si osserva il ruolo cruciale dell’emigrazione. Si apprende attingendo al passato, per poterlo proiettare verso un futuro incerto”, sottolinea nelle note di copertina Eraldo Martucci, produttore e critico musicale leccese. “Proprio l’arte, in questo caso quella dei suoni, appare come ciò che ha sempre costituito un linguaggio universale: la voce, gli strumenti musicali e le note viaggiano da secoli. È un viaggio non solo verticale, con la trasmissione del proprio patrimonio da una generazione all’altra, ma che investe anche un’insolita mobilità orizzontale, nello spazio, da un paese all’altro”, prosegue Martucci.

Tutte le tracce del nuovo album risentono dell’esperienza che il duo ha vissuto in questi anni fuori dal territorio, confrontandosi con le realtà locali incontrate nel percorso. Una sorta di “emigrazione” che ha loro consentito di portarsi il proprio habitat, e di implementarlo però dall’incontro con le altre culture.