“Lei è figlio del male assoluto!”, l’ira di Mellone in Consiglio comunale. A Nardò nuove querele in vista. IL VIDEO

Il consigliere del Pd Lorenzo Siciliano preannuncia la querela

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Nardò – «Lei è il figlio del male assoluto!»: questa la frase destinata a restare a lungo nella memoria dei neretini che ieri hanno assistito (dal vivo o su facebook) al Consiglio comunale. A rivolgerla al consigliere di minoranza (Pd) Lorenzo Siciliano è stato il sindaco Giuseppe Mellone, al culmine della sua ira.

Negli ultimi anni querele incrociate non sono certo mancate ma, fino a ieri almeno, per offese sui social o in manifestazioni pubbliche, senza coinvolgere direttamente i lavori dell’Aula consiliare. Questa volta, invece, la vicenda rischia di trascinarsi in un’aula di tribunale.

Mentre Mellone sta parlando della tassa sui rifiuti e dell’ipotesi di accogliere in città un impianto pubblico di compostaggio, Siciliano interviene (a microfono spento) per precisare che quello ospitato a Nardò sarebbe un impianto “a ciclo anaerobico e perciò inquinante”.

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Il Primo cittadino non gradisce l’interruzione e perde le staffe: «Questo pagliaccio non l’ho interrotto. Ho avuto troppa pazienza con lei, figlio di papà! Lei è figlio del male assoluto! La discarica di Castellino porta il nome della sua famiglia! La responsabilità politica della discarica di Castellino è vostra!», urla Mellone rivolto a Siciliano e infine ai banchi della minoranza.

Il riferimento del Sindaco è al padre del giovane consigliere comunale di centrosinistra, Giovanni Siciliano, ex consigliere provinciale e coordinatore di “Città Nuova”, movimento civico per due decenni protagonista della vita politica cittadina.

Siciliano, a seguire, prende la parola per dire: «Il sindaco si è guadagnato una querela». A questo punto il clima in aula, già caldo per gli argomenti trattati, si fa incandescente  e intanto, in brevissimo tempo, il filmato in questione fa il giro del web.

Incassata la solidarietà della segreteria cittadina del suo partito, Siciliano si trova accanto, per l’occasione, anche i conclamati avversari del Movimento Cinque Stelle. «È inammissibile – scrivono i pentastellati neretini – come un Sindaco di una città si possa rivolgere ad un componente dell’opposizione in tale modo. Questo comportamento e questo linguaggio, con l’aggravante del luogo e del contesto, sono di una gravità unica».

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