Le voci della scuola/ “Seppelliamo sotto un sacco di terra non un altro corpo ma la nostra superficialità”, il richiamo di Francesca

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“Le voci della scuola” proseguono, si aggiornano, approfondiscono, si scandalizzano e protestano: il post Coronavirus ancora non c’è ma già riaffiora mancanza di rispetto verso l’altro e verso l’ambiente. Un forte richiamo arriva dal Liceo classico di Nardò e da Francesca. Diretto a tutti i compagni che non sanno che libertà fa rima con rispetto.

Ancora un altro sacco di terra… ancora croci, ancora morte. Mentre noi pensiamo,nella nostra incredulità,che tutto sia finito; mentre ci sentiamo nuovamente liberi di fare ciò che vogliamo,offuscati dalla nostra stessa ipocrisia, dall’altra parte del mondo,oppure qui,proprio accanto a noi, c’è un ragazzo che trasporta sulle spalle l’ennesimo sacco di terra,per coprire i corpi dei suoi cari o dei suoi amici,forse. E’ un’agonia che ci consuma,lentamente, inesorabilmente, senza via di scampo. Ancora un sacerdote, ancora tombe.

Forse dovremmo immedesimarci in quel ragazzo, prendere anche noi sulle nostre spalle un sacco di consapevolezza e responsabilità e capire che nella nostra superficialità, riversiamo sulle persone che amiamo lo stesso sacco di pericoli in cui potranno giacere i loro corpi,vittime della noncuranza che dilaga soprattutto nelle menti di noi giovani.

Non ci rendiamo realmente conto di cosa significhi morire e,soprattutto,veder morire; di cosa realmente si provi a smettere di respirare per sempre senza nemmeno un respiratore o qualsiasi altra cosa; come sta accadendo nelle popolazioni indigene,in Amazzonia, in India,lacerata anche,in questi ultimi giorni,da nubifragi, in Africa e in altre e purtroppo numerosissime zone del mondo.

Fase 2 non vuol dire che tutto sia finito, creare assembramenti o uscire di casa senza mascherina. Questa superficialità e menefreghismo è una scacchiera su cui pensiamo di giocarci uno sguardo,un abbraccio in più con i nostri amici,e invece, ci giochiamo le nostre vite e quelle di chi amiamo.

E, ancor di più,come si può,dopo tutto quello che è successo continuare ad inquinare l’ambiente addirittura con quegli oggetti che dovrebbero stare sui nostri volti per proteggerci. Non abbiamo capito nulla da questi avvenimenti, in tutti i mesi trascorsi in lockdown.

E allora, l’unica cosa che davvero mi sento di dire è che se non avete cura delle vostre vite allora abbiate almeno amore e rispetto per quelle di chi vi sta accanto, e soprattutto dell’ambiente.

Libertà non è fare ciò che si vuole. IL CONCETTO DI LIBERTA’ RISIEDE NEL CONCETTO DI RISPETTO.

Francesca Vonghia – III B Liceo classico “Galilei” – Nardò