“Le voci della scuola”/ Quando tutto si fermò, ho scoperto un tesoro: il grande piacere dello scrivere”

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“Tutto si fermò”: la memoria ancora presenta il conto con “Le voci della scuola”, voci di dentro, sospese, frammentate, come quelle che continuano a giungere a piazzasalento.it. Il rifugio nel leggere e soprattutto scrivere, nonotante il Coronavirus. Dal “Vanoni” di Nardò.

Sono passati 3 mesi da quando il presidente del consiglio Giuseppe Conte annunciò il lockdown in tutta Italia. Tutto si fermò, la scuola, il lavoro, il turismo e l’economia. Solo poche attività erano rimaste in funzione come i supermercati, farmacie e parafarmacia, perché essi distribuivano i beni essenziali.

All’inizio sembrava bello, perché non si andava a scuola, non si facevano i compiti o lezioni, poi però il tempo passava e la noia aumentava. L’unico modo per sconfiggerla per me, era leggere ma soprattutto scrivere. La scrittura per me è un mondo in cui rifugiarmi, perché vedere quel foglio bianco macchiarsi d’inchiostro mi affascinava.

Tutti i miei pensieri, le mie fantasie erano riversati sul quel foglio, senza avere paura che qualcuno le legga perché mi fa piacere che qualcuno lo faccia;  così potevo sapere se c’era da migliorare oppure da aggiungere qualcos’altro. 

La scrittura è come se fosse quel pizzico di felicità che ognuno di noi assaggia. Solamente che io me ne sono innamorata. I miei professori di italiano mi hanno sempre detto che scrivo temi molto lunghi e che poi alla fine non ho neanche il tempo di ricopiare in bella copia. Ovviamente commetto qualche errore ortografico ma chi non lo fa, tutti noi sbagliamo, chi più chi meno.

Quando comincio a scrivere non riesco a fermare la mano e sinceramente non voglio farlo, perché mi fa stare bene e mi rende felice. Ognuno di noi deve trovare qualcosa che lo renda felice, come per esempio la pallavolo, oppure fare ricerche su qualcosa che ci affascina, oppure creare qualcosa come un gadget. 

La felicità sta nelle piccole cose. Lo dicono in tanti questa frase e oggi sta perdendo valore, infatti al giorno d’oggi per i ragazzi la felicità sta in un videogioco, in un telefono nuovo oppure andare in discoteca. Io penso che ci sono tante cose che ci possono rendere felici, basta cercare meglio e mai arrendersi.

Naturalmente in questo periodo è difficile, ci sono tanti ostacoli da affrontare, ma non dobbiamo darci mai per vinti e sorridere sempre alla vita. Dobbiamo viverla appieno, e non dobbiamo farci privare dalle cose che ci fanno sentire bene. 

Oltre alla scrittura ho fatto altro però, infatti ho fatto un po’ di partica in cucina e ho trovato un altro hobby, disegnare. Mi piace ritrarre ciò che vedo soprattutto se è qualcosa di particolare. Sentire il rumore dei pastelli mentre coloravo, oppure la gomma che cancellava. Mettere tanto impegno e infine essere soddisfatti del proprio lavoro. Ero proprio contenta.

Questa quarantena in fondo mi ha fatto bene. Ho scoperto tante cose, ho conosciuto altre persone e soprattutto ho riscoperto me stessa.

Gianna Muci – IV C afm Istituto tecnico commerciale “Ezio Vanoni” – Nardò