Le voci della scuola/ Ma quanto pesano le scuole nella diffusione del virus? E i trasporti?

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In questi giorni si è discusso molto sulle modalità di insegnamento e sono sorti diversi pareri discordanti. La ministra Azzolina continua a sostenere la riapertura delle scuole in sicurezza, mentre il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dato la possibilità a tutte le scuole, escluse le secondarie di secondo grado, di rimanere aperte. In questo modo la responsabilità ricade principalmente sui genitori, che decidono se mandare i propri figli a scuola o meno.

In una così grande varietà di pensieri e visioni circa la scuola in questo periodo, ho deciso di prendere foglio e penna e analizzare la situazione. Il diritto all’istruzione è uno dei principi fondamentali del nostro Stato. La formazione e crescita culturale è considerata la base di un paese democratico, che deve garantire a tutti la stessa preparazione, priva di ostacoli e discriminazioni.

Si può affermare che nazione e istruzione dipendano l’una dall’altra e debbano evolversi simultaneamente. Dunque, in un momento storico come questo, la scuola si configura più che mai come l’unico punto di riferimento dei giovani. Tuttavia non sembra essere in grado di garantire una sicurezza tale da poter rimanere aperta. Ma è davvero così?

Sono state spese ingenti quantità di denaro per tutelare la situazione scolastica e sono state attuate tutte le precauzioni necessarie per l’emergenza. Eppure, dopo un mese dalle riaperture le scuole sono state richiuse in alcune regioni o città in particolare, mentre in tutte le altre le attività in presenza sono ridotte al 25%.

Dopo la riapertura a settembre e le libertà estive il numero dei contagi è salito nuovamente, allarmando tutti. Una nuova ondata di contagi è prevista per il periodo autunnale e invernale, gli ospedali rischiano di non riuscire a rispondere adeguatamente all’esigenza e la situazione economica sta peggiorando progressivamente. In questo scenario, la soluzione più rapida per bloccare la diffusione epidemiologica sembra quella di chiudere le scuole. 

Verrebbe, perciò, da chiedersi se le scuole siano un luogo sicuro. L’epidemiologo Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità pugliese, afferma: «Non possiamo dire che le classi siano fonte di contagio principale, però la scuola gioca un ruolo nella trasmissione. Quel che conta è la diffusione del virus e il peso che riversa sulle strutture sanitarie, sui dipartimenti di prevenzione».

Il problema, dunque, non sembra essere riconducibile solo alle scuole, nonostante queste siano considerate uno dei luoghi principali di diffusione del virus. Inoltre, pur riaprendo, la situazione dei trasporti rimarrebbe critica, a meno che, non si decida di intervenire efficacemente anche in questo settore. In conclusione, le scuole dovrebbero chiudere nuovamente e adattarsi attraverso la didattica online o riaprire in una modalità più sicura?

Diletta Carone – IV B – Liceo classico Galilei – Nardò