Le voci della scuola/ Lezioni a distanza, scuse (nuove) a portata di mano

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A

(Getty Images)

DISTANZA…

Lo studente d’improvviso miope: “Prof., non riesco a vederla. Va e viene”.

Lo studente d’improvviso sordo: “Prof., non riesco a sentirla. La sento a tratti”.

Lo studente sedotto e abbandonato: “Prof., ho finito i giga, mio padre è al lavoro e, dunque, non posso usare la sua connessione”.

Lo studente delle notti brave e delle ore piccole: “Prof., mi scusi per il ritardo, ma mi sono svegliato da poco”.

Lo studente impacciato: “Prof., ho provato a caricare il compito, ma non so come fare”.

Lo studente mago: “Prof., ho caricato il compito, ma poi è sparito”.

Lo studente con le palle girate: “Prof., ho provato a caricare il compito, ma la palla gira gira gira e niente, non me lo ha fatto caricare”.

Lo studente foretecapu: “Prof., le posso inviare i compiti su whatsapp?”

Lo studente di poche pretese: “Prof., può mandarci un audio con tutti gli argomenti che dobbiamo studiare?”

Lo studente fotografo: “Prof., ma se le invio tutte le foto del quaderno con i compiti, va bene uguale?”

Lo studente onesto e sconfortato: “Prof., ma tutto questo a cosa ci serve?”

E poi c’è lui, lo studente idealista e sognatore, che per un attimo ti fa respirare profondamente e a lungo una smisurata bellezza: “Prof., bella la canzone di Guccini! Me ne può consigliare qualcun’altra?…

…ma poi, subito dopo: “Però il compito non sono riuscito a inviarlo, eh?! Perché non la vedo e non la sento bene, perchè ho finito i giga, perché le palle girano, perché etc etc etc”…😅✊

E no, eh?! Ditecelo allora che tutto questo è una congiura!…

Io però li adoro ugualmente, così come sono…e  di loro non cambierei nulla, ma proprio nulla…❤

Laura Minerva – Alezio