Le voci della scuola/ L’appello del “Moccia” e la Dad figlia di un piano di trasporti locali che non c’è. Il caso treni Fse

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Pantaleone Pagliula

Sono passati almeno 20 giorni dall’ accorato appello  degli studenti della  V A Sala e Vendite del Liss Moccia di Nardò che, con coraggio,  hanno manifestato in “Le voci della scuola “, tramite piazzasalento.it, che  “ la consapevolezza di osservare tutti i protocolli nella nostra scuola è vanificato da quello che succede in prossimità delle fermate degli autobus e soprattutto sugli stessi autobus “.

Al responsabile  appello “Non deludeteci“ di questi  studenti, non si sta dando ancora una chiara risposta  e  stanno prevalendo  misure calate dall’alto senza una logica, senza  il rispetto delle esigenze dei diversi settori di intervento e  senza il supporto di dati e  di numeri che giustifichino queste scelte.

Le novità indicate dal nuovo Dpcm del 25 ottobre che interessano  soprattutto le scuole secondarie di secondo grado hanno fatto saltare tutto il lavoro di organizzazione che in queste scuole è stato fatto e ha portato  il sistema scolastico in uno stato di caos e confusione.

Il momento particolare che stiamo tutti vivendo con questa ripresa della pandemia coronavirus, del resto  prevista  da tempo dal mondo della scienza, richiederebbe meno polemiche, più prevenzione e  programmazione con alla base una reale unità di intenti perché pensare alla scuola vuol dire pensare al nostro futuro.

Non rispondere alla problematica dei trasporti locali e inserire la non voluta didattica a distanza non è stata certo una risposta rispettosa  e onesta se si vuole avere una relazione di fiducia  con il mondo della scuola. Perché  non si è cercato di trovare  una soluzione  al problema dei trasporti  nei mesi scorsi, durante l’estate , e si è aspettato di creare una ulteriore emergenza da sommare alle altre che purtroppo  stanno nascendo ogni giorno ?

A chi continua a pensare di sostituire ancora la didattica in presenza con la didattica digitale integrata, ribadisco che questo vuol dire negare il diritto alla studio e alla socialità, alle pratiche di laboratorio e creare ulteriori problemi ai ragazzi con disabilità e difficoltà a chi non ha accesso ad internet. Ma, prima di prendere queste decisioni, ci si è posto il problema di quello che sta succedendo nelle scuole raccogliendo dati e informazioni che supportino e spieghino queste scelte ?

Non è per caso che non riuscendo a risolvere la problematica del trasporto locale si è imposto il 75% della didattica a distanza facendo rimanere a casa studenti e insegnanti  e scaricando alla scuola questo ennesimo problema?

Durante questi giorni sto pensando ai treni delle Ferrovie Sud Est che, quando ci fermiamo ai passaggi a livello,  vediamo passare vuoti a  dispetto di situazioni che in questi giorni ci stanno facendo rabbrividire dal punto di vista delle norme più elementari del distanziamento .

Non è il momento di pensare a riprogettare il nostro sistema di mobilità locale  considerando uno scenario completamente trasformato che determina nuovi vincoli e requisiti dal punto di vista tecnico, organizzativo, economico e finanziario? Un piano serio dei trasporti locali deve essere programmato per trasportare adeguatamente persone e non per fare viaggiare i mezzi vuoti.

Nell’immediato tocca  aumentare i mezzi pubblici utilizzando  lo strumento dei subaffidamenti ad altre società che hanno i mezzi fermi, introdurre il conta passeggeri a bordo per monitorare la loro reale capienza, controllare il sistema di aereazione presente nei mezzi e garantire un adeguato ricambio d’aria .

Gli studenti chiedono: chi deve fare tutto questo? Il trasporto pubblico locale è di competenza delle Regioni che a loro volta   delegano agli enti locali ,  Province e Comuni , tutte le funzioni e i compiti che non richiede l’unitario esercizio regionale. Restano, in ogni caso, di competenza delle Regioni i servizi ferroviari.

Sforziamoci tutti di finirla con questa cultura di continua emergenza e dello  stare dietro agli imprevisti quotidiani. La serietà e il senso di consapevolezza e responsabilità che hanno dimostrato i nostri giovani al loro ritorno a scuola è la migliore lezione per chi antepone ancora  interessi personali e di parte e non vuole cominciare a pensare al bene comune e al futuro di tutti. Se c’è una cosa che le istituzioni preposte alla gestione del rischio non possono permettersi è di perdere credibilità durante questa emergenza.

Pantaleone Pagliula – Nardò