Le voci della scuola/ Gli affitti da pagare, i luoghi di studio chiusi o ridotti, le ore al computer: non era così l’Università immaginata

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“Le voci della scuola” questa volta provengono dal mondo universitario appena raggiunto, con una puntuale serie di problemi vecchi e nuovi, acuiti dalla compresenza pesante del virus Covid 19. Tra spese che continuano ad esserci e luoghi di studio che non ci sono più (limitati o sospesi).

Le disposizioni riguardanti la suddivisione per colori delle regioni continuano a non scalfire il grigiore derivante dalla realtà Coronavirus, piuttosto rinnovano la diaspora di lavoratori e studenti pendolari e fuorisede ponendo nuovamente al centro la questione smartworking e l’immancabile didattica a distanza.

Tuttavia un campione intervistato di matricole – che hanno scelto di studiare lontano dal Salento – dimostra con forza e all’unanimità che il ritorno verso casa ha lasciato una scia di problematiche da non trascurare: il pagamento (non sensibile a variazioni) delle rette universitarie, specialmente quelle private, o gli elevati costi degli affitti di appartamenti nei pressi delle varie sedi o delle residenze messe a disposizione dagli atenei stessi. Su tutto, l’amarezza di lasciare tutto e tornare a casa, all’ormai solito computer, ad ore ed ore di sedentarietà e all’abbandono di ogni illusione di contatto fra colleghi o con i docenti.

Come se non bastasse, la situazione è aggravata da ingenti spese vane, che, se nelle aspettative erano finalizzate all’autodeterminazione dello studente diplomato ed al salto verso una nuova vita, si traducono sempre nello stesso schermo, nelle solite e statiche modalità di apprendimento, nella stessa impotenza di cambiare le cose.

Le istanze studentesche crescono, la qualità dell’apprendimento tende a peggiorare sensibilmente, data la carenza di luoghi di studio, la chiusura delle biblioteche, persino la difficoltà nel reperire i libri causa l’impossibilità di spostarsi fra comuni.

Gli Atenei hanno assunto posizioni differenti a riguardo, dimostrando l’inappropriatezza di una vera ortodossia quanto alle restrizioni da applicare. Le lezioni in presenza infatti sono consentite in alcune sedi, specialmente quelle dotate di aule di capienza tale da poter garantire il distanziamento, lasciando tuttavia le realtà più piccole alla chiusura forzata o ad altri metodi di adeguamento – la scelta adottata per tamponare, ad esempio, dalla crescente Università del Salento (immatricolazione incrementata di oltre il 7%, necessaria dunque una risposta ad un’utenza ancora maggiore) è la creazione di ‘Prendo Posto’, un’applicazione che permette di gestire le prenotazioni in aula e regolare l’accesso nelle diverse sedi secondo le normative.

Dopo una Maturità “con l’asterisco”, la classe di matricole del 2020/21 si appresta a vivere un nuovo incubo, scatenato dalla prevista ma non prevenuta (ed evitabile?) risalita della curva di contagi, provocata da atteggiamenti superficiali risalenti alla fine della passata estate dei quali adesso gli studenti fronteggiano gli amari frutti.

L’attenzione da rivolgere alla salvaguardia dell’istruzione non sarà mai troppa. I sacrifici di noi studenti non dovranno essere vani. L’impegno delle nuove generazioni sarà determinante per la costruzione della società del futuro. È questo il momento di rimboccarsi le maniche e di crederci per davvero, di impegnarsi per uscirne più forti.

Simone Marsina – matricola Unisalento – Nardò