Le voci della scuola/Dal “Moccia” un appello: “Ok a tutte le regole ma gli autobus così proprio no! Non deludeteci”

3346

Nardò – “Le voci della scuola” continuano a farsi sentire. Pronte a collaborare nel contrasto alla pandemia ma anche severe verso chi non lo ha nella pratica, a partire da un servizio centrale: i trasporti con automezzi superaffollati.

Noi ragazzi della classe 5° A Sala e Vendita dell’Istituto Nicola Moccia di Nardò, siamo rientrati a scuola il 24 settembre  con molto entusiasmo, ma anche con il timore per la situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

 La voglia di rivedere i compagni per condividere momenti di confronto, di studio e di   allegria è stata tanta,  inoltre come classe di quinto anno stiamo vivendo con molta  ansia questo periodo: preferiamo affrontare la  preparazione agli esami di maturità in presenza. Il nostro istituto ha già predisposto le classi virtuali per poter procedere con la didattica a distanza, qualora si verificassero emergenze tali da costringere ad un fermo parziale o totale, ma stiamo collaborando in tutti i modi per evitare che ciò accada.

 Sin dal primo giorno abbiamo dovuto fare i conti con le disposizioni e i protocolli di sicurezza che ci sono stati comunicati per tutelare la nostra salute  e quella di tutto il personale;   ci siamo subito abituati ai nuovi spazi e  alle nuove modalità di condivisione: l’aula si presenta con i banchi in fila indiana distanziati almeno un metro, l’uno dall’altro;   tutto il personale, docenti, collaboratori,  e studenti hanno l’obbligo di tenere la mascherina; ogni aula è dotata di gel disinfettante, registro di tracciabilità e registro di tutti gli spostamenti che facciamo;  nei corridoi sono segnati dei percorsi per agevolare il mantenimento  del distanziamento anche durante gli spostamenti; inoltre  alcune classi hanno orari di entrata e di uscita anticipati e altri posticipati per evitare assembramenti sia dentro che fuori l’istituto, così come le ricreazioni sono svolte in tempi diversi e con classi alternate.

Siamo però giunti alla consapevolezza che l’osservanza di questi protocolli è vanificato da quello che accade in prossimità delle fermate degli autobus e sugli autobus stessi, infatti in risposta al tavolo di concertazione tra il consorzio “Cotrap” delle ditte di trasporto associate e i vari dirigenti provinciali, denunciamo lo stato attuale del servizio dei trasporti in contrasto con le norme ferree e i protocolli di sicurezza che stiamo rispettando a scuola. Nello specifico,  in riferimento alle linee guida del 30 agosto sul trasporto pubblico che stabiliscono il limite di affollamento sui mezzi fissando una capienza massima dell’80% dei viaggiatori, abbiamo constatato che non ci sono stati cambiamenti né rispetto agli anni passati, né ora che siamo in una situazione di emergenza sanitaria; per noi è praticamente impossibile salire sugli autobus senza urtarci o spingerci per guadagnarci la salita e questo accade sia a Nardò che a  Copertino, Leverano, Carmiano; ma succede anche per gli studenti pendolari che vanno a Lecce o rientrano e in altre zone del Salento.

Involontariamente ogni giorno viviamo assembramenti tra noi ragazzi ,per garantirci il rientro a casa,  o come spesso accade restiamo in attesa di ulteriori autobus che passano dopo più di un’ora. Non solo siamo costretti a creare affollamenti, ma anche l’uso della mascherina viene sottovaluto e  non ci sono controlli adeguati per costringere gli irresponsabili a farlo. Perché mettere in pericolo la vita di tanti ragazzi e delle loro famiglie?

Inoltre dopo esserci documentati abbiamo appurato che in alcune regioni nel nord-Italia, ci sono stati finanziamenti da parte degli enti pubblici per potenziare il servizio di trasporto. E noi ci chiediamo perché dopo secoli il sud corre ancora ad un’altra velocità? Perché ancora oggi risulta la terra di nessuno? Molti Dirigente hanno segnalato il problema, molti Sindaci hanno fatto la stessa cosa, ma probabilmente gli accordi con le aziende di trasporto sono più “rigidi” di quanto dovrebbero essere  e le insufficienze strutturali ed economiche segnano di nuovo la differenza tra Nord e Sud.

Il ricordo della quarantena e del lock down è ancora troppo intenso per dimenticare, alcuni di noi hanno vissuto ansie, forme depressive, uno di noi ha dovuto lavorare con i propri genitori nel supermercato di famiglia e riferisce il terrore con cui ogni giorno accoglieva i clienti e la corsa a casa a fare la doccia.

 Ora chiediamo agli Enti pubblici, Comuni, Provincia, Regione e a chi ha le responsabilità politiche e amministrative , di tutelarci perché vogliamo andare a scuola in sicurezza e con serenità; chiediamo maggiore sicurezza sui mezzi di trasporto affinché sia garantito realmente  il nostro diritto  all’istruzione.  

Noi, dalla nostra parte, siamo pronti a collaborare, siamo pronti alla responsabilità collettiva perché siamo parte di una Comunità , la scuola, che abbiamo sentito molto presente nei mesi in cui la vita sembrava essersi fermata. Non deludeteci!

V A Sala e Vendita – Iiss Moccia – Nardò