“Le voci della scuola”, dal “Lanoce” di Maglie un’altra particolare idea su come rendere produttivo il tempo del Coronavirus. L’esperienza di Salvatore

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Maglie – Passare il tempo per non perderlo, così quarantena e lockdown possono diventare l’occasione per mettere alla prova le competenze apprese e scuola e realizzare qualche lavoretto domestico: è quanto ha fatto uno studente dell’Istituto “Lanoce” di Maglie, come racconta in questa lettera-relazione, che riceviamo e pubblichiamo per la rubrica “Le voci della scuola”.

A causa della pandemia derivata dal Coronavirus, che ha colpito da diversi mesi il nostro paese e il resto del mondo, siamo stati costretti a restare in casa per evitarne un’ulteriore diffusione e un conseguente aggravamento dell’emergenza. Per impiegare al meglio il tempo durante queste lunghe giornate e non poltrire passivamente, ho pensato di fare qualche lavoretto in casa per migliorare alcuni impianti domestici e sistemare qualche attrezzatura di famiglia.

Mi preme sottolineare che durante queste operazioni ho fatto tesoro dell’esperienza dei miei parenti e di quanto ho appreso a scuola, durante le lezioni e la stesura del documento di valutazione dei rischi, circa la sicurezza del lavoro. Ho creduto necessario corredare questo lavoro con delle foto, che qui di seguito illustreranno quanto da me fatto.

Il mio primo impegno è stato di “aprire” una traccia per terra per far passare due tubi, uno per l’acqua e uno per la corrente elettrica. Il secondo lavoretto in cui mi sono cimentato è stato riparare delle prese usurate dall’utilizzo domestico quotidiano.

La terza attività è consistita nel tagliare un tubo con una sega a nastro. A seguire ho ridotto con il tornio il diametro interno di un tubo per farlo accoppiare telescopicamente con quello tagliato in precedenza. Questo strumento avevo già avuto modo di conoscerlo a scuola, ma in quest’occasione ho imparato a utilizzarlo, anche grazie alle indicazioni di mio zio.

Il quinto lavoretto è stato quello di forare una zappetta, deteriorata dall’utilizzo, della trincia di mio padre. Per compiere quest’operazione ho usato un trapano a colonna che permette di praticare dei fori precisi e perfettamente perpendicolari.

Un’altra attività che per me è stata la più bella, anche perché si confà di più al mio indirizzo di studio e alla mia passione di riparare le moto, è stata cambiare il cilindro maggiorando le prestazioni della mia moto. Una volta assemblato, ho notato che il carburatore era un po’ piccolo per quel cilindro. Allora ho deciso di adeguarlo, ma la carburazione presentava alcune anomalie. Ho notato che nel cilindro passava poca benzina e molta aria.

Ho provato a migliorarla, però non essendo molto pratico ho chiesto qualche consiglio a mio zio. Lui mi ha detto che non serviva regolare la vite né dell’aria né quella del minimo, ma che era necessario cambiare il getto del cicler mettendone uno più grosso, che facesse passare più benzina. Una volta cambiato ho notato che la carburazione era migliorata però non era il massimo, quindi ho guardato dei video su Youtube che sono risultati molto utili, interessanti e mi hanno aiutato a risolvere il problema.

Uno degli ultimi lavoretti che ho deciso di eseguire in questo periodo è stato quello di restaurare un vecchio trapano a colonna insieme a mio zio. Prima abbiamo smontato tutte le componenti del trapano e subito dopo abbiamo deciso di levigare alcune superfici utilizzando una mola da banco e una smerigliatrice.

 

Dopo aver finito con la levigatura, siamo passati alla verniciatura degli elementi per renderli meno passibili all’azione di ossidazione e più duraturi all’usura da utilizzo. Successivamente io e mio zio abbiamo rimontato le singole componenti per far sì che il trapano potesse tornare a funzionare e potessimo utilizzarlo con nostra immensa gioia e soddisfazione.

Salvatore Tremolizzo
II BM (settore meccanico), Istituto “Lanoce” – Maglie