Le verità di Donadei

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donadeiParabita. La sua famiglia – moglie e figlioletto – è stata trasferita il 28 maggio scorso in un luogo segreto, come segreta è stata l’operazione condotta dai carabinieri per metterla al sicuro da possibili rappresaglie sanguinose. Lui è invece “al lavoro”, se così si può chiamare quello di un pentito, già capo di una rete di traffico di droga e armi stesa tra Parabita, Matino, Tuglie, Alezio, Taviano, Taurisano, Collepasso e Scorrano, con manovali del suo paese e di Alezio, Tuglie, Sannicola, Gallipoli, Matino, Galatina, Scorrano. Per questo era stato condannato a 20 anni di galera Massimo Donadei, oggi 34enne e al centro dell’operazione “Bamba” condotta nel centro storico parabitano due anni fa, che coinvolse anche la madre e uno dei fratelli, quel Leonardo che aveva intrapreso un percorso nella finzione cinematografica con due registi salentini in “Fine pena mai” e “Danze di palloni e di coltelli”.

Donadei, il maschio piccolo di una famiglia numerosa e conosciuta fino ad alcuni anni fa per l’arte di confezionare le mongolfiere che si levano nel bel mezzo delle feste paesane (“balluni”, da cui il suo nomignolo “u ballunaru”), parla, descrive, indica, porta sul posto gli inquirenti che, evidentemente, devono aver raccolto una serie di riscontri tale da togliere un bel po’ di dubbi sulla credibilità del boss. Seguendo le sue ricostruzioni, i carabinieri avrebbero già recuperato armi e un indefinito quantitativo di droga nella zona in cui era operativa la banda che – anche questo è all’esame degli investigatori – aveva stretto legami di collaborazione con la malavita di Monteroni e di Gallipoli. Per questo da Donadei ci si aspettano adesso almeno altri due botti, legati ad altrettanti omicidi.

Uno è quello, rimasto misterioso fino ad oggi, del parabitano Antonio Miccoli, ucciso a 21 anni nelle campagne tra Tuglie e Parabita, mentre era in compagnia della sua giovanissima fidanzata, appena 15enne. Era il primo maggio del 1997. L’altro mistero doloroso riguarda Ivan Regoli, il 31enne di Matino scomparso nel nulla il 12 settembre del 2011. La magistratura sta indagando il ruolo in questa vicenda di un 41enne di Matino, ma la svolta anche qui potrebbe essere vicina tanto che la madre di Regoli, da sempre in prima linea nel chiedere notizie e giustizia, ha chiesto sconsolata che almeno il corpo del figlio le sia restituito.

Certo, Donadei, non è da annoverare tra i principali boss della criminalità salentina, ma la sua collaborazione è sicuramente utile per risalire ad altre filiere delinquenziali che probabilmente ora temono le conseguenze. Anche perchè ci sono altri processi a suo carico e della moglie Erminia Hilary Pavin. Tra sabato 8 e domenica 9 giugno nel cuore di Parabita ma anche in periferia (in via Dalla Chiesa) sono comparse scritte assai minacciose con spray nero, anche su di un palazzo appena restaurato. Pare siano frutto di giovanissimi scalpitanti e forse direttamente interessati in vecchie operazioni con “u ballunaru”; insomma, ci sarebbe la firma.