Le puzze del depuratore (e l’intervento di Aqp) arrivano in Consiglio, Ma il problema adesso sono i roghi notturni

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Maglie – Arriva in Consiglio comunale del pomeriggio del 10 ottobre la questione annosa delle emissioni maleodoranti dovute all’impianto di depurazione consortile (foto) di San Sidero. Dopo l’approvazione del bilancio consolidato 2018, verrà infatti discussa la mozione dei gruppi consiliari Misto-Pd-Cinque stelle  presentata a luglio scorso avente come oggetto “Lavori urgenti di messa in sicurezza igienico-sanitaria dell’impianto di depurazione consortile”.

Una storia travagliata L’impianto di San Sidero, nato a servizio di 14 Comuni (con l’aggiunta negli anni di Cutrofiano Sogliano e Palmariggi sono diventati 17), ha avuto una nascita e un percorso molto tormentati: presenta significativa di deficit strutturali riguardanti,  tra l’altro, le pompe di sollevamento; vasche di trattamento primario scoperte; diffusione di miasmi nauseabondi derivanti dallo scarico dei fanghi. Continue sono state le lamentele dei cittadini che raggiungono un livello elevato d’estate, quando il caldo e la necessità di tenere le finestre aperte aumentano il disagio.

La mobilitazione popolare

Dall’inizio di quest’anno quasi quotidiano il disagio espresso sui social, soprattutto dal gruppo “Sei di Maglie se” di Fb che raggruppa più di 7mila cittadini. A gennaio il Sindaco Ernesto Toma convocò un tavolo tra associazioni, consiglieri, cittadini sensibili al problema per affrontare il problema.

In quell’occasione furono fatte delle proposte: i consiglieri di opposizione suggerirono di affidare ad un ente terzo, Università o Consiglio nazionale delle ricerche, l’indagine per individuare le cause esatte del fenomeno, capire la composizione chimica chiamando in campo la responsabilità dell’Acquedotto pugliese. Fu accolta la proposta di una raccolta di firme  che doveva servire a sollecitare gli enti competenti Aqp, Regione, Arpa.

Raccolta di firme a rilento 

Fu varata la raccolta di firme presso l’Urp a piano terra del Comune e il sabato e la domenica presso l’ufficio dei vigili, ma, nonostante le sollecitazioni partite dal citato gruppo su Fb, pare che i firmatari siano stati davvero in pochi se in questi giorni  una signora del gruppo esasperata scrive: “Tanto si discute sull’argomento in questo gruppo (composto da ben 7.290 membri) e poi non si riescono a raccogliere neanche 200 firme per la petizione lanciata sul tema”.

L’intervento dell’Acquedotto pugliese Intanto  a metà settembre è giunta la decisione dell’Acquedotto pugliese che ha deliberato di potenziare il depuratore  con l’installazione di nuove pompe e di altri interventi (tra cui sei impianti di abbattimento delle emissioni odorigene) in grado di risolvere il problema. Il costo dell’operazione, che impiegherà due anni dalla consegna dei lavori per essere ultimata, sarà di  10 milioni di euro.

Incendio Alezio

Nuovo fronte: i roghi notturni e altre puzze Questa decisione di Aqp vanifica in parte la richiesta della mozione dell’opposizione, che chiede la convocazione dell’Acquedotto, delle associazioni magliesi interessate per una relazione sulle iniziative assunte intorno alle problematiche ambientali. Intanto però, sempre in tema di cattivi odori si è aperto un altro fronte: tanti cittadini lamentano puzza di materiale bruciato e qualcuno nei giorni scorsi ha invocato l’aiuto anche dei vigili del fuoco.

Vertice in Prefettura Si parla di roghi notturni che impediscono di respirare.  Sul problema nei giorni c’è stato un incontro a Lecce in Prefettura con i Sindaci del territorio e i vertici provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza, Arpa, Asl.