Le patate col vestito più bello

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RACALE. «La Dop è il riconoscimento più importante dell’Unione europea»: lo ha ricordato, per chi eventualmente non lo sapesse, il presidente della Commissione Agricoltura della Ue ed ex ministro del settore, Paolo De Castro, capitato a sorpresa a Racale nella “riunione di pubblico accertamento” di mercoledì 17 luglio. L’autorevole rappresentante del “governo” europeo – non previsto nei manifesti di annuncio del passo fondamentale verso la Denominazione di origine protetta – si è detto onorato di aver potuto cogliere al volo questa occasione di rilancio della produzione delle patate, uno dei simboli di qualità di queste terre  : «è un onore per me essere qui, perchè il settore agricolo può dare risultati importanti in termini di fatturato e di occupazione, uno dei pochi in questo momento così difficile».

In un salone San Sebastiano con annesso spiazzo interno pieno di amministratori locali, provinciali e coltivatori di patate, i dirigenti del Ministero delle politiche agricole e forestali hanno letto e discusso il disciplinare di produzione, una serie di regole e indicazioni fuori delle quali il marchio Dop non potrà essere utilizzato. E la discussione, vera e aperta, c’è stata, dopo i saluti e i riconoscimenti unanimi andati ai due tecnici – Mario Troisi, agronomo e Aldo Reho commercialista – che nel 2000 ricevettero l’incarico ufficiale dall’allora sindaco di Alliste, Anna Campagna. Gli avvicendamenti amministrativi e politici non li hanno mai distratti, al pari delle lungaggini burocratiche e dei primi dinieghi.

La “patata Siegliende di Galatina”, al pari del parmigiano reggiano o dell’aceto balsamico di Modena, sarà Dop alla fine di un percorso aperto appunto a Racale, tra l’emozione del sindaco Donato Metallo, la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale ed il mese concesso ad eventuali osservazioni e integrazioni del Disciplinare. Alla fine – si calcola un anno – ci sarà l’imprimatur dell’Europa ma, in deroga e in attesa, il marchio Patata novella di Galatina (probabilmente perchè fu una delle prime zone in cui fu coltivata) potrà essere utilizzato.

Alla faccia dei “falsari”, come li ha chiamati il presidente dell’associazione dei produttori Salvatore Manfreda di Felline, che su questo prodotto unico e appetibile ci hanno lucrato e guadagnato molto più di coloro che ci hanno messo soldi e lavoro.

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