Lavoro nero nei campi: le reazioni di politici e sindacati dopo l’arresto dell’imprenditore di Nardò

940

Nardò – Non tardano ad arrivare le reazioni dopo l’arresto di un imprenditore neretino accusato di sfruttamento del lavoro nero a Nardò. La senatrice del Pd Teresa Bellanova nel ringraziare per l’azione le forze dell’ordine ricorda la bontà della norma contro il lavoro nero ed il caporalato facendo emergere la vergogna di lavoratori migranti pagati 1,40 euro a quintale nella raccolta delle angurie e costretti a vivere in strutture fatiscenti nelle stesse campagne”.

Teresa_Bellanova

La Bellanova ricorda anche come l’operazione segua di pochi giorni gli arresti di Foggia,” dove grazie alla nostra norma le imprese sono state sottoposte a controllo giudiziario per garantire continuità del lavoro e regolarizzazione dei lavoratori sfruttati”.

Il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, rimettendosi “al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine”, rammenta come da metà giugno è attivo il campo di accoglienza per i lavoratori migranti presso masseria Boncuri con 320 posti letto, docce e bagni gestito dalla protezione civile “Misericordia”. «Il campo è aperto ai lavoratori del settore agricolo con contratto o iscritti in tale categoria presso il centro per l’impiego. Attualmente – si legge nella nota dell’ufficio stampa del Comune – sono ospitati 202 braccianti».

Giuseppe Mellone
Giuseppe Mellone

Dal 21 giugno è operativa, peraltro, l’ordinanza sindacale anticaldo che vieta il lavoro nei campi nelle ore più calde, dalle 12.30 alle 16.30, durante la stagione estiva. Un altro atto di buon senso che ha riscosso il plauso di tanti. «Con la creazione del campo nell’agosto del 2017, grazie all’impegno della Regione Puglia e del presidente Michele Emiliano, Nardò è divenuto modello virtuoso ed esempio a livello nazionale. Questa, insomma, è una città che in questi tre anni si è decisamente scrollata di dosso marchi infamanti. Ben venga, dunque – auspica Pippi Mellone – qualsiasi attività investigativa a tutela di Nardò, della credibilità che è stata faticosamente riguadagnata e di coloro che lavorano nel rispetto delle regole».

Valentina Fragassi

Valentina Fragassi, segretario generale della Cgil Lecce, e Monica Accogli, segretario generale della Flai-Cgil Lecce, puntano sulla scarsa attenzione e sulla sottovalutazione del fenomeno, “quando non addirittura negato, al punto che molti soggetti, purtroppo anche tra le forze politiche, chiedono improvvidamente di modificare la legge 199/2016. Una norma che invece andrebbe pienamente applicata, anche nella parte che prevede interventi di prevenzione”. «Per sconfiggere la piaga del caporalato, però, urgono interventi decisi sui principali affari gestiti dai caporali: trasporti, mensa e mercato del lavoro. Su tali temi alzeremo l’attenzione durante il prossimo tavolo prefettizio, in programma lunedì prossimo», affermano le due sindacaliste.

Da lunedì scorso è, inoltre, ripartita la campagna “Ancora in campo” per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori agricoli con il camper della Cgil che sosterà nelle campagne del Salento oltre alla “costante presenza all’interno del campo di accoglienza di Boncuri” per offrire assistenza sindacale e consulenza previdenziale anche nei Centri di accoglienza dislocati nella provincia di Lecce (Sprar e Cas) e nelle Camere del lavoro comunali della Cgil.

Per la Federazione provinciale di Lecce del Partito comunista parla, infine, di un “ennesimo caso di caporalato a danno di braccianti stranieri aggravato dalla fatiscenza degli alloggi forniti dall’azienda. Nuovi arresti che purtroppo non fermeranno la macchina dello sfruttamento”.