Lavoro nel call center: Enel rassicura circa i 400 posti della sede di Casarano

Nella nuova commessa c'è Covisian Spa e non la Call&Call, Scatta la clausola sociale per riassorbire gli addetti

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Casarano – Cambia la commessa ma l’occupazione dei lavoratori impiegati da Call&Call sarà garantita “attraverso l’applicazione della clausola di salvaguardia sociale”. È Enel a rassicurare sulla riassunzione degli addetti nel call center sito sull’area industriale, dopo che nei giorni scorsi a destare preoccupazione era stato l’allarme lanciato dal sindacato di categoria. L’aggiudicazione della gara relativa al servizio telefonico dedicato da Enel Energia ai clienti è, infatti, andata alla Covisian Spa e non la Call&Call, società che da anni opera a Casarano dando lavoro a circa 400 operatori.

Per avere garanzie sul futuro occupazionale, le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uil-com hanno chiesto un incontro con le due società coinvolte, la Call&Call e Covisian. A determinare l’attuale situazione è stata l’assegnazione della gara di contact center di Enel relativa al libero mercato che esclude la sede di Casarano.

In questi casi dovrebbe, però, scattare, come garantito da Enel, la cosiddetta “clausola sociale” che prevede l’obbligo per la società che subentra di riassorbire i lavoratori già impiegati, “conservando condizioni economiche, mansioni e anzianità di servizio anche in caso di cambio appalto”. Anche la sede del nuovo fornitore dovrebbe essere situata “entro 15 km di distanza da quella attuale di Call&Call”. Ma la Cisal esprime la sua “preoccupazione” anche per la gestione da parte di Call&Call di altre commesse, non solo quelle di Enel.

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Sulla vicenda interviene anche la locale sezione del Partito democratico ricordando come, “da oltre un decennio, nel periodo di maggior crisi del Tac, si è registrata la più importante trasformazione della zona industriale: sempre meno produzione e sempre più servizi e commercio”.

Gabriele Caputo

Il Pd, con il segretario Gabriele Caputo, ricorda l’impegno delle precedenti amministrazione comunali di centro-sinistra “che hanno lavorato per creare le migliori condizioni per attrarre a Casarano nuove azione, dalla Iris alla Mondial contact, dalla Call&Call al Gruppo Memar”, auspicando  che le amministrazioni di oggi, “a partire dall’Amministrazione comunale”, si impegnino per ricercare “ogni idonea iniziativa affinché il nuovo gestore dei servizi rispetti quanto previsto dalle condizioni contrattuali, clausola di solidarietà in primis, a garanzia dei livelli occupazionali e retributivi”.

Nel contempo il Pd confida che la società Call&Call “mantenga attiva (almeno per i servizi “outbound”) la struttura di Casarano che pure negli anni ha dimostrato di poter raggiungere buone performance ed alte professionalità”.

La nuova vertenza occupazionale va ad affiancarsi a quella del call center “Progetto vendita” di Gallipoli, che ha portato al licenziamento di circa 130 lavoratori a tempo indeterminato e altri 300 a tempo determinato a causa della perdita della commessa Mediaset Premium.

In questi giorni segnali altri segnali poco incoraggianti giungono dai magazzini Mercatone Uno, chiusi anche a Matino, Surano e San Cesario (in tutto sono 123 i lavoratori coinvolti).

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