Lavoro ed “economia di comunione”: opportunità dal progetto “Opera seme” della Caritas diocesana di Nardò-Gallipoli

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Nardò – Si pone come obiettivo “la promozione della dignità umana, del lavoro e del territorio salentino” il nuovo progetto della Caritas della diocesi di Nardò-Gallipoli: si chiama “Progetto Opera seme sull’economia di comunione e distributismo” e sarà presentato giovedì 14 novembre alle 17 nel seminario diocesano di via dell’Incoronata, 4.

Dopo il progetto “Non m’illudo”, per il contrasto alle ludopatie, ora il direttore don Giuseppe e i suoi collaboratori si cimentano in un ambito ancora più ambizioso e inusuale partendo da uno studio della sociologa Serena Quarta, dell’Università del Salento, e mettendoci un pizzico di dottrina sociale della Chiesa, fino ad arrivare ad un’economia di mercato “di comunione e distributismo”.

Il progetto

È lo stesso direttore don Venneri ad anticiparne i contenuti ricordando i tanti giovani che lasciano il sud per andare a studiare o a cercare lavoro al nord o all’estero. L’obiettivo è quello di creare una filiera di piccoli produttori locali e di utilizzare i tanti terreni lasciati incolti a causa della xylella su cui impiantare nuovi alberi di ulivo.

«Il nostro sarebbe cioè un logo, una garanzia anche etica perché ci mettiamo la faccia come chiesa locale, un seme, che una volta piantato, germoglierà e darà i suoi frutti. Sfruttando al meglio la nostra vocazione agricola e turistica – afferma il direttore della Caritas diocesana – riteniamo che ci sia ancora spazio per un progetto in cui mettere insieme le parti sociali per un’unica grande filiera dove sia presente chi ha denaro da investire, chi l’intelligenza e il proprio bagaglio culturale e professionale e chi invece le sole braccia quale forza-lavoro: per poi arrivare alla produzione, alla commercializzazione e alla vendita dei prodotti della nostra terra. Con gli occhi cristiani della “speranza” proponiamo una nuova visione dell’economia, dell’agricoltura e del turismo, quest’ultimo come possibilità di conoscere e godere della natura, più che sfruttarla». Il riferimento è non solo al Parco di Porto Selvaggio, “ma anche alle tante nostre chiese, e ai centri storici, che meritano di essere visitati e vissuti”.

Le presentazioni

Per ora il progetto verrà presentato agli attori sociali del territorio e alle comunità parrocchiali dei 18 comuni della diocesi: giovedì 14 ci sarà la presentazione ufficiale, in cui, oltre all’olio già imbottigliato, si potranno conoscere anche gli altri prodotti della filiera, quali il miele, i legumi e altro ancora.

Già in programma le prime iniziative commerciali con le prime adesioni: tra queste quella della cooperativa “Agricola Galatea 1931” di Galatone, che conta 90 anni di storia. Il 30 novembre l’iniziativa sarà presentata ad Assisi, nell’ambito del progetto Policoro, promosso dalla Conferenza episcopale italiana in favore delle microimprese e dei giovani in cerca di lavoro. Dall’1 al 9 dicembre anche a Milano nella fiera internazionale dell’artigianato. In programma anche la realizzazione di una tensostruttura in cui poter ospitare le varie attività della filiera e uno spazio museale, “per non perdere la memoria produttiva della civiltà contadina”.